Kirghizistan, un paese alla ricerca di stabilità

Non c’è stabilità per la più orientale delle cinque ex Repubbliche sovietiche in Asia centrale. Dopo il crollo dell’Unione sovietica, la sua satellizzazione attorno alla Russia con Askar Akayev, lo stesso protagonista della sua detronizzazione, Bakiev, è stato travolto dai suoi stessi sostenitori della Rivoluzione dei tulipani del 2005.

Aspettative deluse, continue violazioni alle libertà fondamentali, sospetti brogli nelle elezioni di soli sei mesi scorsi, arresti degli esponenti dell’opposizione, corruzione crescente e personalizzazione del potere hanno generato un distacco progressivo della popolazione che lo aveva portato al potere cinque anni fa e dei membri del Governo, i quali hanno consegnato all’ex Ministro degli esteri sostenitrice di Bakiev, Roza Otunbayeva, il mandato per la formazione di un governo provvisorio di almeno sei mesi.

Le proteste iniziate mercoledì per sottolineare un malcontento generato dalla corruzione politica e dall’aumento del carburante, sono state segnate da un profondo caos perchè la polizia aveva ricevuto l’ordine di sparare contro i manifestanti, i quali hanno preso dall’assalto il Parlamento, dato fuoco alla sede della Procura Generale, aggredito il Ministro dell’Interno e praticamente, costretto alla fuga di Bakiev. Questa mattina, il Presidente, parlando dal suo rifugio di Jalal Abad nel sud del paese, ha rifiutato le dimissioni richieste, affidando all’opposizione tutta la responsabilità dei disordini nella società e nelle istituzioni.

I 68 morti nei disordini che hanno portato al cambio di rotta della politica del paese, fanno riflettere sullo stato della tensione vissuta in un paese in cui lo stesso Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha auspicato a ristabilire la legalità costituzionale.

Le conseguenze del nuovo assetto, sono temute dagli Stati Uniti perchè hanno nel paese una delle principali basi di snodo dell’Afghanistan Questo accordo per lo sfruttamento della base di Manas, che da oggi vive la sospensione dei voli, è stato fonte di disappunto per l’accomodamento di Obama con lo stesso Bakiev.

di Fabiana Galassi