Mons. Bertone difende il Papa, ma salvò il violentatore di bimbi sordomuti

Nello stato americano del Minnesota un prete, il reverendo Joseph Jeyapaul, è stato accusato di stupro, sulla base anche di alcune intercettazioni telefoniche; in Nuova Zelanda, intanto, la polizia indaga adesso su cinque nuovi casi di abusi su minori, risalenti però a circa 20 anni fa. Venti anni in cui le vittime non hanno mai trovato il coraggio di denunciare la violenza subita per mano di uomini di Chiesa ma che, oggi, potrebbero essere di esempio per tanti che hanno continuato a vivere portando dentro di sé, nel silenzio, questo insostenibile fardello.
Di fronte all’espansione dello scandalo internazionale legato a casi di pedofilia che vedono coinvolti prelati e gerarchi dell’apparato ecclesiastico, il Segretario di Stato Vaticano, monsignor Tarcisio Bertone, è intervenuto questa sera per riportare ai cronisti lo stato d’animo di Papa Benedetto XVI e dell’intera Chiesa.
“Il Santo Padre ha sofferto molto, – ha detto dal Cile, dove è in visita – così come d’altronde noi pastori, per questi casi di sacerdoti infedeli, non fedeli alla propria vocazione e missione. […] Ma la Chiesa cattolica ha la forza interiore per portare avanti la propria missione per un mondo e un’umanità nuovi”.

Proprio il cardinal Bertone, però, era stato accusato non più di due giorni fa dal noto settimanale tedesco “Die Zeit” di essere il principale responsabile dell’atteggiamento indulgente del Vaticano nei confronti del sacerdote Lawrence Murphy, colpevole di aver abusato di almeno 200 minori sordomuti.
Il 30 maggio 1998 – come si evince da un documento “top secret” riprodotto dal settimanale – nel corso di una riunione segreta Bertone, allora numero due della Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta a quel tempo proprio da Joseph Ratzinger, “frenò” la possibilità di procedere contro padre Murphy, poiché sarebbe stato impossibile operare “in assoluta segretezza senza allargare lo scandalo” ed era sua intenzione “evitare uno scandalo al suo capo (Ratzinger, ndr)“.

Proprio Bertone, d’altronde, anche davanti alla stampa aveva giustificato la mancata apertura di un processo canonico contro padre Murphy “per la difficoltà di provare il delitto e per la difficoltà che hanno i sordomuti a fornire prove e testimonianze senza aggravare i fatti, tenuto conto della loro menomazione e del tempo trascorso”.