Murdoch:i giornali online si pagheranno

L’informazione gratuita che imperversa in rete non va proprio giù a Rupert Murdoch. Più di una volta il proprietario di diverse testate giornalistiche, tra cui The Wall Street Journal, e di diverso bouquet satellitari come Sky aveva espresso il suo dissenso verso il “tutto gratis” del web.

Il dito è puntato con maggior cattiveria verso i motori di ricerca: “Fermeremo aziende come Google o Microsoft, e chiunque tenti di prendere i nostri articoli in cambio di nulla, c’è una legge sul copyright, e loro lo sanno. L’industria dei giornali deve farsi pagare i contenuti, e impedire che il lavoro dei giornalisti sia usato senza permesso – è quanto ha dichiarato Murdoch durante un evento ed ha aggiunto – la soluzione potrebbe trovarsi nelle notizie a pagamento: basterebbe che Google indirizzasse i lettori verso i titoli e le prime righe di ogni articolo, presentando poi la formula di abbonamento ai diversi giornali on-line”.

Molte delle testate di proprietà di Murdoch a giugno passeranno alla modalità a pagamento. Si punterà quindi sulla qualità del servizio e dei contenuti. Sfida non semplice anche perchè a fare da giudice sono pur sempre i lettori che, secondo le previsione del magnate austrialiano, “si renderanno conto che non ci sono altri posti dove andare“. Anche in Italia sono nati i primi tentativi di giornali online a pagamento come ad esempio l’edizione per l’iPhone del Corriere della Sera.

Questa presa di posizione di Murdoch è comunque un passo indietro rispetto alla precedente. Non molto tempo fa aveva infatti dichiarato che il sistema a pagamento sarebbe stato totalmente fallimentare se non fosse stato adottato all’unanimità dagli editori di tutte le testate mondiali. La reazione fu di massima cutela da parte di quasi tutti gli editori chiamati in causa anche se c’è chi, come Fedele Confalonieri, la pensa e la pensava come lui. D’altronde fin quando l’informazione viaggiava solo su carta il sistema funzionava esattamente cosi. Anzi, gli abbonamenti online abbasserebbero drasticamente la cifra settimanale che prima si era disposti a spendere per acquistare un quotidiano ( si parla infatti di circa 3,99 dollari settimanali da sborsare per accedere al Wall Street Journal).

Per il momento, fin quando le testate non impediranno a Google e agli altri motori di ricerca di indicizzare le proprie pagine, le parole di Murdoch rimangono solo un urlo di protesta verso quel sistema che sta lentamente uccidento la carta stampata ed il sistema editoriale.

di Roberto D’Amico