Portogallo: Corte Costituzionale conferma matrimoni gay ma niente adozioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:23

La corte costituzionale portoghese ha ratificato la legge già approvata in parlamento mesi fa (febbraio per la precisione) a favore dei matrimoni gay. Con questa approvazione, il Portogallo diventa il sesto paese europeo a consentire i matrimoni tra omosessuali. Una conferma con una limitazione importante visto che a differenza di paesi come la vicina Spagna, la legge proibisce esplicitamente alle coppie omosessuali di adottare figli. Una decisione approvata quasi all’unanimità, solo 2 rappresentanti su 13 della corte si sono opposti a questa sentenza.

Un vero e proprio successo per il premier socialista Jose Socrates e per il suo governo che su questa proposta aveva puntato molto durante la campagna elettorale. Quasi tutta la stampa portoghese osanna la decisione politica lodando per il mantenimento della promessa. Il Portogallo si affaccia al futuro con spavalderia e sicurezza compiendo questo primo passo verso la modernità.

Il presidente andaluso Anibal Cavaco Silva, cattolico praticante e membro del principale partito d’opposizione, l’aveva inviata alla Corte Costituzionale per i dubbi sulla sua costituzionalità che sono ora svaniti e sfumati. Adesso Silva dispone di 20 giorni per ratificare la legge o porre il suo veto. Si trova tra due fuochi accesi ma sarà difficile ormai porre un ostacolo a questa norma. Un suo no obbligherebbe il parlamento a rivotare la legge, che sarebbe pero’ approvata con la sola maggioranza semplice, mentre non ne ritarderebbe in ogni caso l’entrata in vigore, prevista per questa estate. Dunque un vicolo cieco che il presidente non dovrebbe percorrere anche se comunicherà la sua contrarietà.

Il partito social-democratico (Psd), formazione all’opposizione in Portogallo aveva proposto invece la creazione di una “unione civile registrata” che desse alle coppie omosessuali gli stessi diritti degli eterosessuali sposati; mentre il primo partito della destra ha chiesto che la legge venga sottoposta ad un referendum, mirando così alla censura popolare. Un acquisizione importante per i diritti dei gay, in attesa di una uniformità europea.

Alessandro Frau

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