Siamo il PdL, facciamo quello che ci pare e “marameo ai giudici”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:09

Leggendo “Libero” o “Il Fatto Quotidiano”, usciti ieri in edicola, ci si può imbattere in due interessanti sintomi della cultura politica della maggioranza di Governo di questo Paese e, in particolare, del Popolo delle Libertà e di quella larga e maggioritaria fetta del partito che si rifa esclusivamente alla figura di Silvio Berlusconi.
Il quotidiano di Antonio Padellaro, infatti, ha pubblicato la lettera di un lettore, tale Carmine, che racconta l’edificante scherzo fatto ad un ignara signora che, evidentemente, ha perso ormai la consapevolezza dell’esistenza di regole e valori democratici che gli esponenti di questo Governo quotidianamente calpestano.

“Sabato pomeriggio al discount ero in fila alle casse con mia moglie. – racconta Carmine – Una signora prima di noi si dimentica di comprare qualcosa e lascia il carrello incustodito, torna e vede che gli siamo passati avanti. Fa per protestare e io serio le dico: “Mi spiace signora, noi siamo del Pooplo delle Libertà e facciamo quello che ci pare”. E lei: “Oh, mi scusi, mi scusi” risponde e mesta si rimette in fila”.
“Quando vedremo sfilare per le nostre città – conclude il lettore del “Fatto” esternando le sue preoccupazioni – persone con stelle di vario colore puntate sul petto tra l’indifferenza di tutti?”.

Qualcuno potrebbe certamente obiettare che un esponente del PdL mai si sarebbe comportato in questo modo, che lo scandalo delle liste in campagna elettorale è stato solo frutto di un enorme equivoco scatenato da panini e orologi malfunzionanti, che la cultura della destra italiana, sempre pronta a riempirsi la bocca di parole come “sicurezza” e “ordine”, sia in realtà ligia al rispetto delle regole.
Tuttavia non è molto confortante, in questo senso, il titolo a caratteri cubitali scelto ieri da Maurizio Belpietro per aprire la quotidiana edizione di “Libero”, l’organo di stampa più vicino alla destra che fa riferimento al PdL e al premier Silvio Berlusconi: “Marameo ai giudici!”.

Una “simpatica” battuta scelta per festeggiare il “momento d’oro di Silvio”, premiato da “Napolitano che delude la sinistra e firma il legittimo impedimento” garantendo lo “stop ai processi a Berlusconi”.
Giusto per ribadire, con candida sincerità, che del contenuto dei procedimenti giudiziari contro il premier e della sua innocenza o colpevolezza alla “destra” non interessa nulla.
L’importante, anche questa volta, è aver trovato il modo di farla franca, e poco importa che si stia parlando di organi costituzionali e non di bimbi dell’asilo che giocano ad acchiappino.

Siamo la Casa della Libertà, – recitava Corrado Guzzanti in un’ormai storica rivisitazione degli spot elettorali della CdL nel 2001 – e facciamo un pò come cazzo ci pare“.

Mattia Nesti

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