Aldo Busi torna sulle accuse di apologia della pedofilia, ma non con Amici Libri

Aldo Busi riprende le questioni che l’hanno fatto allontanare dalla Rai dopo il suo abbandono dell’Isola dei Famosi, e lo fa per sms.
Secondo un intervista su Il Giornale infatti, lo scrittore di Montichiari ha per prima cosa precisato di non voler riprendere la rubrica “Amici Libri” correlata al talent show di Maria De Filippi, ammettendo di non potersi occupare ancora una volta del ruolo educativo che si era preposto cercando di avvicinare i giovani alla letteratura: “contrariamente a un pettegolezzo riportato da me stesso in una intervista, sono felice di annunciare che non rifarò Amici libri”.

Alle domande ormai classiche sull’intervista del 1996 reperibile su Youtube in cui Aldo Busi sembrava voler affermare che la pedofilia non è un reato e quindi non deve essere trattata come tale, lo scrittore risponde: “dico cose innocenti che direi anche oggi, parlo di masturbazioni tra coetanei (la parola “adulto” significa per me già spermatico e va collocata in un’epoca in cui finite le elementari e le medie si andava a bottega) e di riti scaramantici tra famigliari per ingraziarsi la fertilità del neonato maschio. E’ semmai una apologia della mia gerontofilia sin da bambino. E mai e poi mai della pedofilia. Bisogna essere dei pedofili in agguato per vedervi quanto sta riflesso nelle loro mitomanie morbose e non nelle mie parole forse provocatoriamente ingenue e niente più”.

Il suo “La pedofilia non è un reato” è stata dunque, come già Busi aveva affermato nell’intervista sulla web tv di Simona Ventura di qualche settimana fa, una provocazione che estrapolata dal contesto assume un significato assolutamente diverso da ciò che l’autore voleva effettivamente far capire, creando un misunderstanding che avrebbe dovuto prevedere non troppo profeticamente quanto sarebbe accaduto quest’anno a L’Isola dei Famosi. L’uragano di polemiche certo non si fermerà nemmeno stavolta: attendiamo di vedere quali saranno i risvolti.

Rossella Mazzanti