Confindustria: Trichet elogia l’Italia e preme per una riforma finanziaria globale

Al convegno di Confindustria di Parma ha preso la parola anche il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, e nel suo intervento ha elogiato la politica anti-crisi italiana e sostenuto la necessità di una riforma finanziara globale.

Secondo Trichet, la strategia attuata dal ministro dell’Economia Tremonti, durante il biennio critico, si è rivelata appropriata in quanto il pesante debito pubblico italiano non permetteva di introdurre stimoli fiscali nel medio termine. Per il presidente della Bce, le banche italiane hanno dimostrato «un elevato livello di lucidità» a differenza di molte altre europee e mondiali e lo stato della finanza privata italiana gode di buona salute. Nel quadro economico italiano, Trichet crede che la prevalenza di realtà manifatturiere possano rappresentare una solida base per trainare il Paese fuori dalla crisi.

Trichet ha ricordato il livello di stabilità garantito dalla Bce e come l’euro abbia permesso all’Italia di non sprofondare in una crisi peggiore. L’intervento del presidente non si è concentrato solamente sull’analisi del caso italiano. Per Trichet diviene di fondamentale importanza una riforma della finanza mondiale da attuare in maniera «globale e chirurgica» e basata su principi come la trasparenza, il controllo degli investimenti a medio termine e il rafforzamento della liquidità messa a disposizione da gli istituti di credito. Seguendo questa logica, gli imprenditori avranno dei benefici e il credito sarà molto più attento ai progetti da finanziare.

Anche l’economista Nouriel Roubini, famoso per aver anticipato l’arrivo del credit crunch, si accoda al pensiero di Trichet. Il professore della New York University, crede che l’unica via percorribile dall’Italia per uscire dalla crisi sia quella delle riforme. Per Roubini non ci sono più scuse per ritardare un piano di riforme, soprattutto alla luce di un periodo di stabilità politica di tre anni. L’economista ha sottolineato che le difficoltà in un periodo di recessione sono evidenti ma che non c’è nessun altra alternativa possibile. Il lato positivo, secondo Roubini, è che il tema delle riforme raccoglie il consenso della gente.

Stefano Valigi