Droghe: un uso precoce compromette sviluppo del cervello

In un editoriale pubblicato sul sito Drog@news, il portale del Dipartimento Politiche Antidroga, Giovanni Serpelloni, Capo Dipartimento delle Politiche Antidroga Presidenza del Consiglio dei Ministri, spiega che un precoce uso di sostanze stupefacenti, mina lo sviluppo del cervello dei giovani.

La cannabis è la sostanza psicoattiva più utilizzata tra i ragazzi, spiega Serpelloni che il cervello comincia il suo sviluppo a partire dalla nascita, ma termina questo processo intorno ai 20/21 anni, per questo un uso precoce della sostanza inibirebbe la crescita normale delle cellule cerebrali.

“Le cellule cerebrali – scrive il Capo dipartimento – sono particolarmente sensibili e la loro fisiologia e naturale maturazione può venire facilmente alterata e deviata dai forti stimoli provenienti dall’esterno quali per l’appunto quelli prodotti dalle droghe e dall’alcol”.

Questo vale per tutte le droghe, perché tutte sono psicoattive, cioè capaci, grazie alla loro composizione chimica, di indurre variazioni nel funzionamento dei neurotrasmettitori nel sistema nervoso umano, alterando lo stato di coscienza.

Serpelloni spiega attraverso un semplice discorso, indirizzato ai non addetti ai lavori, fatti ovvi e facilmente comprensibili: è chiaro che se il cervello è in via di sviluppo nei primi venti anni di vita, qualunque intervento esterno rischia di deviarne la formazione.

Le cellule cerebrali maturano rendendo possibile al giovane lo sviluppo della sua personalità e il funzionamento della mente, l’uso anche a basse dosi di droghe compromette in qualche modo la maturazione cerebrale.

“I danni quindi, che queste sostanze sono in grado di produrre nel cervello dei ragazzi, che è la fascia di popolazione che ci preoccupa di più – scrive Serpelloni – scardinano importanti e delicati sistemi neuropsicologici all’interno di un sistema cerebrale in piena maturazione, creando, oltre a documentabili danni fisici, anche il persistere di percezioni alterate del proprio essere e del mondo esterno“.

“Molti ragazzi – continua – usano nell’età dell’adolescenza droghe e alcol esponendo se stessi ad una violenza neurologica e psichica di cui ignorano sicuramente la gravità”.

Giulia Di Trinca