Vinitaly: il progetto italiano di Depardieu

Si è presentato ieri, come testimonial del padiglione del Friuli Venezia Giulia di Vinitaly, Gerard Depardieu, ormai ospite fisso del nostro paese, innamorato della cucina e del vino italiano, ha tenuto una degustazione di vini bianchi autoctoni ed annunciato un suo progetto viticolo.

Un francese che promuove i vini italiani è una bella mossa, e Depardieu dimostra di apprezzarli molto, così è parso durante la degustazione avvenuta nel padiglione. Un assaggio al buio di vini bianchi autoctoni proposti dai consorzi DOC, tra i quali l’attore ha mostrato di apprezzare particolarmente un bianco fresco e fruttato.

Anche se l’attore tiene a precisare, che il suo apprezzamento va a tutti i vini prodotti dai consorzi, che a suo parere si trovano al vertice di una classifica mondiale.

Non tutti sanno che Depardieu oltre ad essere un attore è anche un enologo e gourmet, per questo assecondando l’altra sua passione, ha annunciato che intende produrre vino proprio in Friuli Venezia Giulia.

“Nelle campagne di Udine, Trieste, San Daniele i contadini lavorano la terra con rispetto senza farsi condizionare dalla tecnologia.” Sono state queste le parole entusiaste dell’attore francese che si è poi rivolto, al vice presidente del Friuli Luca Ciriani, sottolineando che lo Chardonnay prodotto nella regione è diverso dagli altri, più “elegante”.

Depardieu grande estimatore di vini bianchi, tra i suoi preferiti, ha rivelato il progetto al quale parteciperà anche il famoso enologo francese Michel Rolland. Così, dopo la Sicilia, è noto infatti l’ottimo passito che Depardieu produce a Pantelleria, l’attore vuole mettere “radici” in Friuli.

Il motivo della scelta friulana lo spiega in parole molto semplici, contadine, la terra del Friuli è povera, dunque adatta all’attecchimento delle radici delle viti.

“Per ottenere un buon vino c’è bisogno di un terreno non troppo ricco ma povero perché le radici devono cercare l’acqua, e anzi più è povero e meglio è. Una caratteristica della terra friulana”, spiega sorseggiando il vino bianco del Friuli.

Giulia Di Trinca