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L’Iran inizia la produzione di missili terra-aria

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Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad

Molti si aspettavano che prima o poi sarebbe successo. Ed infatti è successo. La televisione iraniana questa mattina ha reso pubblica ed ufficiale la produzione di una serie di missili terra-aria a gittata media, ribattezzati Mersad (“imboscata”). Citando il ministro della Difesa iraniano, Ahmad Vahidi, la televisione di stato iraniana ha dichiarato che tale missile sarebbe più potente di quelli già in possesso dal regime di Teheran, gli Hawk, acquistati – neanche a dirlo – negli anni ’70 proprio dagli acerrimi nemici del programma nucleare iraniano: gli Stati Uniti. La gittata del Mersad sarebbe dunque superiore a quella degli Hawk, capaci di colpire fino a 24 km di distanza.

“Il missile è in grado di colpire aerei nemici ad altitudine media a bassa“, ha dichiarato il ministro Vahidi, per poi aggiungere che “è un sistema capace di combattere la guerra elettronica e sarà collegato al sistema radar e di difesa aerea”. Un programma apparentemente all’avanguardia che sin dal nome (“imboscata”, appunto) non ha nulla di rassicurante. Questa decisione di Ahmadinejad e soci sembra avvallare le preoccupazioni degli Stati Uniti – e dell’Occidente in generale – nei confronti della politica del regime di Teheran.

Da mesi la Casa Bianca cerca alleanze in tutto il mondo per le sanzioni internazionali al programma nucleare iraniano. Nei giorni precedenti era arrivata la risposta secca di Ahmadinejad, che  oltre a dare del “bullo” ad Obama aveva dichiarato che “L’Iran non può essere fermato: la nostra potenza nucleare è superiore a tutte le altre e i potenti non concluderanno nulla con le loro minacce: ci renderanno solo più risoluti”. Queste dichiarazioni non sembrano aiutare i già complessi rapporti diplomatici che attualmente incorrono tra l’Occidente e Teheran.

Negli ultimi mesi a destare scalpore e polemiche era stata la decisione iraniana di procedere in maniera autonoma all’arricchimento dell’uranio. Motivo di timore dei paesi occidentali è che l’Iran possa procedere incontrollatamente ad un arricchimento dell’uranio al 20%, il che permetterebbe la costruzione della bomba atomica. Il primo passo nella direzione sbagliata, comunque sia, Ahmadinejad e soci sembrano averlo già fatto con la costruzione di questa nuova serie di missili.

Roberto Del Bove