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‘L’uomo nell’ombra’ di Roman Polanski

In molti se lo ricordano al Festival di Berlino, dove fu un grande trionfo la cui unica nota stonata fu l’assenza del regista. Roman Polanski non poté infatti esserci, perché agli arresti domiciliari; viene da sé un collegamento affascinante con la trama stessa del film, premiato con l‘Orso d’argento, che tratta proprio di delitti e di misteri in cui le apparenze ingannano. ‘L’Uomo nell’ombra’ è tratto dal romanzo dell’ex-cronista politico inglese Robert Harris, The Ghost Writer (che è poi il titolo originale della pellicola), e proprio quest’ultimo ne ha curato la sceneggiatura. Abbiamo due protagonisti. Il primo è un ex-primo ministro inglese di nome Adam Lang (Pierce Brosnan), sospettato di aver dato alla CIA dei terroristi islamici per farli torturare e per questo ora su un’isoletta americana per evitare l’estradizione del tribunale dell’Aja (sebbene questo particolare faccia comunque parte del romanzo di Harris viene naturale pensare alle vicende di Polanki e al suo esilio in Svizzera per evitare l’estradizione negli Stati Uniti). L’altro protagonista è un anonimo ghost writer (Ewan McGregor), incaricato di lavorare sull’autobiografia del politico a seguito della misteriosa morte del ghost writer che lo ha preceduto.

Lo scenario è quello della sontuosa ed isolata residenza del politico, circondato da assistenti e guardie del corpo, dove lo scrittore si ritrova a contatto con tutti i segreti dell’ex-primo ministro, accuratamente nascosti. Poi c’è la morte del precedente ghost writer, un mistero che si intrica sempre di più e del quale forse potrebbero sapere qualcosa la segretaria nonché amante del politico (Kim Cattrall) oppure sua moglie (Olivia Williams). E’ un intreccio di scene d’azione in cui Polanski inserisce qua e là allusioni e frecciatine politiche con la presenza costante dell’ombra della CIA. Ci sono dubbi, artifici, giochi di apparenze ed una vera e propria arte nel rendere profonde anche le scene più rapide e frenetiche. Ciò che poi infittisce i misteri della trama ed accresce il suo fascino è quanto di più personale possa esserci del regista in essa, con continui richiami all’esperienza di Polanski  che si intreccia con quella dei due ghost writer.

Andrea Camillo