Mafia: Lombardo, farò nomi politici collusi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:05

Il Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo ha promesso ai cronisti che lo hanno intervistato oggi rivelazioni esplosive in occasione della prossima seduta del consiglio regionale, convocata per martedì 13.
“Martedi’ – ha detto – davanti all’Assemblea regionale diremo chi sono i politici legati alla mafia e agli affari”. Qualora Lombardo, a nome dell’intera giunta e del Movimento per le Autonomie, desse seguito a questo annuncio si prospetterebbe in regione un clamoroso terremoto politico.

D’altronde il presidente della Regione ha scelto di giocare questa carta per dare inizio ad una pesante controffensiva indispensabile per difendere l’attuale giunta, priva del sostegno del Popolo delle Libertà, dagli imprevedibili effetti delle indagini della procura di Catania che aveva prospettato per Lombardo l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
“Le forze che finora hanno lucrato sulla Sicilia – ha continuato nel suo intervento – vedono il nostro movimento come una minaccia mortale. Avevo gia’ detto che avrebbero cercato di fermarci prima sul piano politico, poi su quello mediatico, su quello giudiziario e infine sul piano fisico. Ma non ce la faranno“.
La giunta guidata dal leader del Movimento per le Autonomie, in seguito all’ultimo rimpasto risalente a dicembre, è attualmente composta da tecnici e esponenti dell’Mpa e del PdL Sicilia, area interna al Popolo delle Libertà guidata da Gianfranco Micciché; in consiglio, fino ad oggi, il governo regionale si è retto sui voti di Mpa, PdL Sicilia, Alleanza per l’Italia e, in parte, Partito Democratico. All’opposizione, invece, il Popolo delle Libertà e l’Unione di Centro di Totò Cuffaro che potrebbero finire nel mirino delle rivelazioni di Lombardo in merito agli esistenti legami fra mafia, politica e mondo dell’economia.

“Quando penso alle incredibili accuse rivoltemi – ha aggiunto Lombardo – mi torna in mente un detto popolare siciliano: ogni impedimento e’ giovamento. E il giovamento e’ che la Sicilia ci sostiene nella nostra azione di rinnovamento e che stiamo dando un’accelerazione all’evoluzione del Movimento per le Autonomie. […] Sosteniamo e rispettiamo la magistratura che, fondamentale com’è per la nostra democrazia, vogliamo libera, forte e indipendente. Per questo non vogliamo che sia privata dello strumento delle intercettazioni”.
Parole importanti che stridono però con le lamentele rivolte da Lombardo al ministro della Giustizia Angelino Alfano, accusato di occuparsi solo delle presunte stranezze dei magistrati legati a inchieste che vedono coinvolto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
“Alfano manda gli ispettori solo per le inchieste sul premier. – aveva detto stamane – Non credo a questo tipo di garantismo perche’ serve soltanto ai potenti. Alfano invia ispettori a Trani solo perche’ si tocca il suo presidente del Consiglio”.

Mattia Nesti

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