Prodi: facciamo il federalismo, del PD

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:54

Intanto che la Lega, dopo aver immobilizzato gli avversari politici, anche quelli alleati,  alle ultime elezioni regionali, spinge con forza sull’acceleratore che porta al federalismo, Romano Prodi, l’unico ad aver resistito alla strage  di segretari del partito di opposizione fatta dal Cavaliere da quando è “sceso in campo” rilancia l’idea, già esposta molti anni fa, di un partito federato. “Super Mortadella” che a Berlusconi non ha solo tenuto testa ma l’ha battuto per ben 2 volte, in un intervista al Messaggero spiega che gli organi nazionali si sono dimostrati inefficaci, c’è bisogno di un rinnovamento

La non utilità degli organi nazionali passerebbe anche attraverso le varie interviste fatte ad hoc ai quotidiani dagli esponenti di spicco dell’opposizione, gli stessi ai quali, magari, vengono attribuite correnti “secessioniste” rispetto alla leadership di partito. In tali interviste si criticherebbero, al momento giusto, le decisioni appunto del capo di partito, il segretario nazionale, rimettendo in discussione tutta la linea politica e facendo in modo che il pd, a volte, si rigiri su se stesso.

Per questo l’ex Presidente del consiglio, abbattuto dal suo stesso partito, chiede che quest’ultimo diventi una sorta di federazione nazionale:“gli iscritti al Pd di ogni regione italiana dovrebbero eleggere, naturalmente tramite primarie, il proprio segretario regionale. L’esecutivo nazionale dovrebbe essere semplicemente formato dai venti segretari regionali, avendo il coraggio di cancellare gli organi nazionali che si sono dimostrati inefficaci”

I segretari regionali dovrebbero essere poi eletti tramite il meccanismo delle primarie, e la ventina di uomini vincenti dovrebbe a sua volta eleggere il segretario nazionale.

L’idea, nonostante la sua età, è sicuramente innovativa; nessuno aveva infatti mai proposto una soluzione simile per il PD ( e nemmeno per altri partiti). Tutto gira intorno al fatto di  acconsentire, da parte dei vertici, ad una perdita significativa di potere che verrebbe redistribuita ai segretari regionali.  Inoltre ci sarebbe da analizzare il problema, che molto probabilmente si presentertebbe, di eventuali scontri tra regioni, che potrebbe dividere ancor più il partito in correnti troppo differenziate tra loro.Un conto è la teoria, un conto è la pratica insomma, anche se  con le dovute cautele, la pista indicata da Romano Prodi  appare essere decisamente perseguibile.

A.S.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!