Beatles: 40 anni fa finiva il sogno!

“And in the end

The love you take

Is equal to the love you make “

( “The End”  The Beatles da “Abbey Road”)

Il 10 aprile 1970 il quotidiano inglese “Daily Mirror” urlava in prima pagina una notizia che avrebbe successivamente gettato nello sconforto milioni di persone in tutto il mondo.

“Paul quit the Beatles”, Paul lasciava i Beatles, i Beatles erano finiti.

In realtà Paul non fece altro che rubare la scena a John Lennon, il quale aveva da tempo realizzato come la band rappresentasse ormai un limite per quegli orizzonti artistici ai quali ambiva e comunicato agli stessi l’irrevocabile decisione di volare altrove. Questo accadeva nel settembre del 1969.

Nel maggio 1970 usciva “Let it Be”, un disco svogliato e senz’anima, dato alle stampe nella totale indifferenza dei protagonisti. La produzione veniva affidata a Phil Spector, il quale impose il proprio marchio di fabbrica sonoro ad alcune tracce registrate senza slancio, talvolta con esiti imbarazzanti, basti pensare alla fin troppo pomposa orchestrazione su “The Long And Winding Road”.

Quale sia stata la fatidica goccia che fece traboccare un così glorioso vaso non è chiaro ancora oggi.

Ognuno, in questi 40 anni, è arrivato a delle personali conclusioni: chi è ancora convinto che Yoko Ono andrebbe fustigata, chi ritiene sia stata una mera lotta per la leadership tra Paul e John, chi asserisce che il declino sia iniziato dalla morte di Brian Epstein, il loro storico manager, devoto e protettivo.

Una cosa è certa: quando, nei primi anni sessanta, scoppiò, con una tremenda deflagrazione, la “Beatlemania”, il mondo della musica finì nelle inesperte mani di quattro, ingenui ragazzi di Liverpool.

Loro presero quel mondo e lo cambiarono per sempre ma quella loro creazione li cambiò in maniera definitiva, trasformandoli probabilmente nelle prime vittime della loro stessa “creatura”.

Una creatura dal valore inestimabile, al punto che il loro trono è ancora rimasto vacante.

Dopo quarant’anni.

Maurizio di Tollo