Parma, stuprata e malmenata da marito e padre

Parma, 12 aprile. Ha 19 anni, ed è nata in Marocco. E’ cresciuta però sin da piccola a Parma, e dà mostra oggi di evidenti influenze occidentali nel carattere, e più che mai nel.la mentalità. Ha infatti preso il coraggio a due mani per andare pubblicamente contro la propria famiglia, i suoi dettami, ed il suo operato.

La diciannovenne parmigiana di adozione ha denunciato le violenze che da tempo subliva da parte del marito, con la complicità di suo padre. A quanto pare veniva infatti picchiata e violentata dal marito che era stato sceltp per lei, e che aveva conosciuto due giorni prima della cerimonia. Marito, perlatro, di 20 anni più grande di lei, ma soprattutto sconosciuto.

Il matrimonio tra i due non ha valore legale, in quanto non è stato celebrato secondo le leggi del Paese in cui ha avuto luogo. Il rito islamico con il quale è avvenuto, infatti, non ha tenuto in alcun modo conto delle leggi vigenti in Italia, ma solo delle tradizioni della famiglia, e dunque non ha osservato alcuna delle norme civili che regolano il matrimonio dalle nostre parti, quasi un gruppo familiare potesse vivere la sua vita senza tener in conto alcuno il luogo in cui si trova, ed i rapporti sociali che naturalmente si instaurano, perfino nei raggruppamenti animali.

Al solito, si può osservare ogni tanto da un fatto di cronaca come alcune “minoranze” etniche e culturali siano tali per propria scelta, e non per emarginazione coatta da parte della società circostante, peraltro liberamente scelta. Si opta allora per la possibilità di trovarsi a vivere all’interno di un determinato ambiente, assetto politico e sociale, di una mentalità con corrispondente grado di liberalità, fruendo di beni e servizi messi a disposizione della comunità e spesso (non sempre) pagandone anche i relativi tributi, ma non si considera neppure da lontano il piccolo particolare del far parte di un gruppo non solo “materiale” all’interno dell’organizzazione di “come gira il mondo”.

Che siano sacrosanti i diritti di qualsivoglia forma di minoranza, ma, è necessario altresì chiedersi: è giustificabile che sia normale per uno Stato di diritto trovarsi a domandare, ogni tanto: perdonate se intorno a voi esisto? E questo più che mai è da considerare nel caso delle differenze legali riguardanti il modo di considerare la violenza, o altre forme di sopruso.

La polizia ha già provveduto in queste ore all’arresto del marito della giovane, che risponderà ora, davanti alla a quanto pare per qualcuno invisibile giustizia italiana, dei reati di  lesioni, percosse e violenza sessuale. Il padre della ragazza è stato anch’egli messo improvvisamente di fronte alla novità dell’esistenza di leggi diverse da quelle del suo territorio di origine: ha ricevuto un fermo per  lesioni, avendola anch’egli personalmente spesso picchiata,  e concorso morale in violenza sessuale.

Sandra Korshenrich