Tg1: Tiziana Ferrario, “Minzolini è un disastro”

Non si placano le polemiche interne al Tg1, scoppiate già in occasione delle contestazioni arrivate alla redazione e a “Scodinzolini” durante il corteo delle carriole dei terremotati dell’Aquila e in seguito alla pubblicazione delle intercettazioni da cui emerge come il “direttorissimo” preferito di Berlusconi preparasse i propri editoriali della sera per soddisfare di volta in volta le richieste fatte dal premier a membri dell’AgCom e della Rai.
Dopo la giornalista Maria Lusi Busi, oggetto delle contestazioni a L’Aquila, che si era dissociata a mezzo stampa dalla linea editoriale tenuta da Minzolini negli ultimi mesi, è stata Tiziana Ferrario, storica presentatrice del Tg della rete ammiraglia Rai da quasi trent’anni, ad intervenire con una lettera aperta per attaccare frontalmente il direttore che, ormai da più di una settimana, ha scelto di allontanarla dalla conduzione.

La nostra redazione non era mai scesa così in basso, – si legge nella missiva affisa dalla Ferrario nella bacheca della redazione – al Tg1 si sta consumando un disastro.[…] Quello che sta accadendo da mesi in questo giornale, le emarginazioni di molti colleghi, i doppi e tripli incarichi di altri, le ripetute promozioni e le ricompense elargite sotto forma di conduzioni e rubriche sono il frutto di una deregulation che viene da lontano ma che si è ulteriormente inasprita e che a mio parere non promette nulla di buono per il futuro. Da mesi siamo sui giornali, sotto pressione non certo per gli scoop ma per le polemiche che ci rispondono. Il Tg1 era un patrimonio di tutti, sta subendo una perdita di credibilità. L’ambizione di alcuni di voi e la paura di altri vi impedisce di parlare apertamente”.

Quella perdita di credibilità di cui già aveva parlato la scorsa settimana la Busi, intervenendo su “Repubblica” per commentare il pesante calo di ascolti fatto registrare dal Tg1 negli ultimi mesi, da attribuire anche, secondo la giornalista, alla “rappresaglia” di Minzolini contro i “conduttori storici” rei di non aver firmato l’appello a sostegno del direttore in seguito al caso Mills.
Una perdita di credibilità che, in ogni caso, affonda le sue radici anche nell’evoluzione della televisione pubblica dell’ultimo decennio, di cui certo non può essere responsabile il solo Minzolini, e che ha trasformato i telegiornali in spazi lottizzati dai principali partiti per rilasciare le proprie dichiarazioni e in contenitori di rubriche e servizi che niente hanno a che fare con l’informazione di cui, perlomeno nell’ambito dei telegiornali, dovrebbe farsi carico il servizio pubblico.