Crisi dell’autotrasporto, Franco Pensiero: “Pronti alla mobilitazione della categoria”

La situazione dell’autotrasporto italiano è disastrosa. I fallimenti ormai sono all’ordine del giorno e le imprese hanno accumulato tanti di quei debiti che ci vorranno anni per ricostruire una condizione finanziaria decente”. Con queste parole, Franco Pensiero, presidente di Trasportounito, ha rappresentato il quadro di un settore prossimo al collasso.

Secondo quanto affermato da Pensiero, la mobilitazione della categoria è, allo stato attuale, l’unica scelta possibile. “A partire da sabato prossimo – ha annunciato – in sede di Consiglio Nazionale di Trasportounito, saranno tracciate le linee della protesta contro i ritardi del Governo nel ridefinire una disciplina dell’autotrasporto in grado di garantire sicurezza e trasparenza del mercato, e contro i dirigenti delle associazioni dell’autotrasporto, i quali, dietro proclami e annunci, perseguono finalità diverse dagli interessi della categoria”.

Il presidente di Trasportounito non nega il fatto che la difficile situazione venutasi a creare è legata anche alle conseguenze della crisi internazionale, ma ci tiene a puntualizzare che “i danni strutturali sono prodotti dalla mancata definizione di un quadro normativo che consenta all’autotrasporto di vedere coperti i suoi costi di gestione, di non essere costretto a compromettere la sicurezza stradale per sopravvivere e di stabilire un corretto e garantito rapporto con la propria committenza”. Negando, invece, il fatto che gli aiuti economici siano la risoluzione dei problemi del settore, vede la necessità di “intervenire sulla disciplina del mercato dei servizi, per consentire alle imprese di ricevere risorse direttamente dal mercato”.

Pensiero conclude sottolineando le responsabilità del Governo che, spiega, “dal primo dicembre 2009, ha aperto un tavolo di confronto con le associazioni dell’autotrasporto e della committenza, che avrebbe dovuto portare, entro il 31 marzo, ad una proposta complessiva del Governo stesso, ma la decisione di alcune associazioni dell’autotrasporto di abbandonare il tavolo ha vanificato questa prospettiva e, dunque, anche la possibilità di rispondere in maniera immediata alle esigenze delle imprese dell’autotrasporto. Il Governo – ha concluso – non decide e continua a rinviare la chiusura del confronto, palesando segnali di debolezza che gli autotrasportatori stanno pagando pesantemente”.

Mauro Sedda