F1, Briatore fa pace con al FIA. Possibile un suo ritorno nel 2013

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:20

La soluzione finale pareva ancora molto lontana. Le due parti erano state dure l’uno con l’altro, e il lieto fine diveniva sempre più utopistico. Invece, mentre l’attenzione mediatica è tornata a parlare di avvenimenti prettamente sportivi, ecco che la FIA e Briatore comunicano in via ufficiale che hanno trovato un accordo. Nessun tribunale di nessuna città ad indicare regole e fatti da seguire. Le due parti si sono trovati a parlare fuori, lontani da avvocati e giudici, giungendo ad un inaspettato armistizio.

Forse consci che questa guerra portava solo veleno all’intero circus e indeboliva l’immagine sia della FIA che dello stesso Briatore, hanno deciso di fare entrambi un passo indietro, aprendo il dialogo e fornendo la giusta disponibilità per firmare una tregua. Di pace non si può certo parlare, ma l’armistizio è qualcosa di ottimo, soprattuto nel mondo cinico e avaro del business. L’accordo vede la FIA astenersi dal presentare appello verso la sentenza del tribunale di Parigi che aveva completamente annullato la famosa pena di Briatore (esilio a vita per tutto quello che concerne il mondo della Formula 1), e a sua volta Briatore e Symonds: “…Si sono impegnati ad astenersi da ogni ruolo operativo in Formula Uno fino al 31 dicembre 2012, e in tutti gli altri eventi elencati nel calendario Fia per il resto della stagione sportiva nel 2011“.

Come fa notare il comunicato ufficiale della FIA: “Entrambi hanno riconosciuto ciascuno la propria parte di responsabilità nell’incidente causato da Nelson Piquet Junior durante il Gran Premio di Singapore 2008 esprimendo rammarico e scuse alla FIA. Il Presidente ha ritenuto che è interesse della FIA non lasciare aperti contenziosi giudiziari fortemente mediatici che, qualunque possa essere il risultato, sono pregiudizievoli per l’ immagine della FIA e dello sport dell’automobile, e quindi di  accettare una transazione, che mette così fine a questo affare:” Anche Briatore è sulla stessa linea, promettendo  di riconoscere le sue rispettive responsabilità e di non tornare mai più su tale argomento.

A quanto pare finisce tutto qui. Il crash-gate è un cattivo ricordo utile solo per essere cancellato il più presto possibile, mentre il prossimo incarico per Flavio rimane un mistero (successore di Ecclestone?? Manager delle Ferrari?? Nuovamente Team Manager??). Ancora è troppo presto per una risposta, certo è che la nuova politica di Jean Todt sta raccogliendo i suoi primi frutti.

Riccardo Cangini