Firenze, riaperto il misterioso Percorso del Principe

Firenze, 13 aprile. Attesa per domani la riapertura del famoso “Percorso del Principe”, il suggestivo cammino che va da Palazzo Vecchio  fino al Giardino di Boboli, passando nel mezzo del Corridoio Vasariano, che era stato chiuso dal 2003.

L’annuncio della riapertura è stato dato oggi dal sindaco di Firenze Matteo Renzi, insieme alla soprintendente al polo museale fiorentino, Cristina Acidini. Il Percorso del Principe, dunque,  resterà aperto, per ora in forma sperimentale, fino al prossimo 7 luglio,  e per il momento sarà possibile l’accoglienza soltanto su prenotazione da parte dei visitatori che ne facciano richiesta.

Progettato dal celebre architetto Vasari, artefice di numerose opere e giardini spersi per il Bel Paese, il singolare percorso è stato interamente costruito in soli cinque mesi nel 1565, su commissione del ben noto mecenate amante dell’arte  Cosimo I de’ Medici. All’origine, infatti, il percorso era stato studiato appositamente per  fare in modo che la famiglia del granduca si potesse spostare con agio da Palazzo Vecchio alla sua residenza di Palazzo Pitti, e viceversa.

Il percorso attraversa dunque tutt’oggi per intero Firenze e l’Arno, valicando tetti, stradine ed antichi ponti, inoltrandosi negli antri più nascosti di chiese e palazzi. La funzione che aveva il Percorso del Principe per la famiglia  Medici era infatti anche quella di consentire ai suoi nobili membri di attraversare l’intera città controllandola senza esser a loro volta visti. In alcuni tratti infatti le recinzioni presentano dei minuscoli oblò, che facevano osservare le vie senza esser raggiunti da sguardi indiscreti (quelli altrui).

Ai tempi in cui si costruì il percorso “preferenziale” dei signori della città, furono sacrificate molte originarie botteghe che caratterizzavano allora  il Ponte Vecchio. I vecchi negozi dei macellai fiorentini vennero infatti sostituiti dai laboratori degli orafi, per non infastidire i nobili al passeggio con gli odori, a volte non del tutto gradevoli, delle carni al macello. Si creò così la tradizione ancora fiorente e nota in tutto il globo delle oreficerie di Ponte Vecchio.

S. K.