Più vitamina B6 per combattere il parkinson

Una carenza di vitamina B6, aumenterebbe il rischio di Parkinson.

La malattia di Parkinson, descritta per la prima volta da James Parkinson, in un suo libro edito nel 1817, è un disturbo del sistema nervoso centrale, che provoca la degenerazione dei neuroni situati in una zona profonda del cervello denominata sostanza nera. Si manifesta indistintamente in uomini e donne, a qualsiasi età, anche se molto insolita è la sua insorgenza prima dei 40 anni, rara prima dei 20.

Ancora sconosciuta, la motivazione secondo la quale i neuroni si rimpiccioliscono e muoiono, così come la cura della malattia.

La scoperta è di alcuni studiosi dell‘Università di Tokio (Giappone), diretta dal dottor Kentaro Murakami e pubblicata sul “British Journal of Nutrition”.

Il morbo di Parkinson è una malattia che, stando ai dati dell‘Info-Park (servizio statistico sovvenzionato dall’Unione Europea) colpirà nel giro di una quarantina d’anni quattro milioni di persone solo nel vecchio continente.

I ricercatori hanno scoperto un legame tra la carenza di vitamina B6 e l’omocisteina, l’amminoacido responsabile degli effetti tossici nei confronti delle cellule cerebrali. Quantità limitate di vitamina fanno salire il livello di omocisteina, favorendo la degenerazione del cervello, e di conseguenza l’insorgenza della malattia.

Gli scienziati giapponesi avevano prima preso in considerazione, due precedenti studi dedicati al tema: uno dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam, in Olanda, arrivato alle stesse conclusioni giapponesi che ipotizzava una riduzione del 50 per cento di rischio della malattia, mentre l’altro condotto da neurologi statunitensi, aveva escluso invece ogni nesso tra vitamina e morbo.

Successivamente hanno svolto il loro studio, prendendo in considerazione 617 soggetti: 249 affetti da Parkinson e 368 sani, ai quali è stato proposto un questionario da compilare, basato sulle loro abitudini alimentari.

Mettendo a confronto i risultati, si è scoperto che una dieta povera di vitamina B6 rendeva più probabile la comparsa del parkinson.

Ciò non significa, spiegano gli studiosi, che è certa l’insorgenza della malattia se si hanno carenze di B6, ma stando ai dati, è verosimile che aumentare l’assunzione della vitamina ridurrebbe il rischio di contrarre la malattia.

Poiché i medici si sono basati solo sulle affermazioni dei pazienti, non verificando la presenza di vitamina B6 nell’organismo, ci sarà bisogno di studi più approfonditi, per comprendere meglio la potenzialità della vitamina.

Giulia Di Trinca