Stressano i tempi di attesa del pc: scoperta sindrome di Hourglass

L’hanno chiamata sindrome di Hourglass, la sindrome della clessidra. Vale a dire lo stress causato dal nervosismo che provocano i tempi di attesa del pc.
Parlandoci chiaro, si tratta di una nuovo patologia scoperta in America, legata proprio al dover tenere lo sguardo fisso sul monitor del nostro pc, in attesa che la clessidra che ruota e che sta a significare che il computer sta lavorando (ma che noi non possiamo momentaneamente fare nulla), scompaia e ci lasci campo libero.
Chi si sente frustrato, innervosito, stressato per quest’attesa, che può durare minuti o molto di più, può ritenersi affetto da una patologia: la sindrome di Hourglass.

L’indagine che ha permesso di stabilire cosa fosse questa sindrome e di cosa si trattasse nello specifico è stata voluta da Intel, che ha fatto richiesta alla società specializzata in sondaggi, Harris Poll, di realizzare un’inchiesta sullo stato d’animo dei cittadini durante le attese del proprio pc.
L’indagine è stata condotta su 2.135 cittadini, che hanno manifestato una vera e propria insofferenza per i tempi morti davanti al pc.

Nella fattispecie, i numeri del sondaggio sono i seguenti: ben il 66% degli intervistato ha ritenuto di doversi inserire nella categoria degli “stressati dai tempi di attesa”. Il 32%, invece, ha dichiarato di essere addirittura esasperato per le prolungate attese che la lentezza del pc costringeva a dover vivere.
Un 4%, inoltre, ha affermato che l’attesa è davvero estenuante: si tratta di gente che ha dovuto passare addirittura da una a quattro ore davanti al monitor del computer, nella speranza che la clessidra scomparisse. È chiaro che questi tempi morti molto lunghi riducono anche il tempo libero a disposizione.

Gli studiosi, però, sono rimamsti increduli per il risultato finale dell’inchiesta.
È emerso, infatti, che l’utente medio statunitense trascorre 13 minuti al dì di attesa dinanzi al proprio computer: questi pochi minuti quotidiani, calcolati su 365 giorni, formano ben tre giorni di inerte attesa.

Angela Liuzzi