Afghanistan: lettera di Berlusconi. Forse scarcerazione per uno dei tre operatori

Il presidente afghano Amid Karzai

Sarà consegnata una lettera al presidente afghano Amid Karzai da parte del premier Berlusconi. E’ il ministro degli Esteri Franco Frattini a riferirlo al parlamento: la lettera contiene una richiesta di “risposte urgenti e concrete” sulla vicenda dell’arresto dei tre cooperanti di Emergency in Afghanistan. Da quanto appreso dalla Farnesina, la scarcerazione di uno dei tre sarebbe ormai prossima, mentre per gli altri due le autorità locali continuano ad insistere sulla necessità del fermo.

“Se non dovessero esserci elementi di prova”, secondo il ministro Frattini, il logista dell’ospedale di Lashkar Gah Matteo Pagani dovrebbe essere liberato. Situazione ancora bloccata, invece, per i medici Marco Garatti e Matteo Dall’Aira: le autorità afghane sembrano voler insistere sull’accusa di “detenzioni di armi” finalizzata all’esecuzione di un piano di tipo terroristico diviso “in due fasi”: l’invito nell’ospedale del governatore della provincia di Helmand laddove un attentatore avrebbe poi dovuto attentare alla sua vita facendosi esplodere.
Frattini, tuttavia, sembra non essere troppo persuaso dalla tesi delle autorità mediorientali: “ho proposto la creazione di un team italo-afgano per l’accertamento dei fatti – riferisce – proposta accettata da Kabul“. Il ministro si dice “non soddisfatto” ma comunque intenzionato tener in ossequio leggi straniere che “ci possono piacere o no” bisogna rispettare.

Precisa inoltre: “Gli elementi di prova non sono stati formalizzati siamo in una fase dell’istruttoria che è condotta direttamente dai servizi di sicurezza. Dopo i primi 15 giorni dall’arresto – riferisce Frattini – l’indagine passerà a un procuratore. Chiederemo che gli interrogatori vengano ripetuti con la presenza degli avvocati degli arrestati”.
Quanto ai familiari degli operatori, il ministro assicura che “sono stati tutti contattati,  io stesso ho parlato direttamente stamane con il padre di uno di loro e l’ambasciata è in continuo contatto con loro. E’ falso dire che non siano stati informati”.

“E’ ora che chi di dovere si dia una mossa – ha commentato ai microfoni di SkyTg24 Gino Strada – L’Italia ha tutti i mezzi per poter dire semplicemente ‘consegnateci i nostri tre connazionali subito e in ottime condizioni”. “Questa – ha aggiunto – è chiaramente una manovra politica per screditare il lavoro di Emergency. Da cittadino italiano e non da membro della ong ritengo questa cosa molto offensiva per il nostro Paese”. In giornata il titolare della Farnesina aveva fatto sapere, in polemica col presidente di Emergency, che le reazioni di questi giorni dell’organizzazione “non aiutano l’azione diplomatica”.

Vincenzo Marino