Caccia no limits: il Governo va contro se stesso e la approva

Seppur con alcune modifiche, anche molto concrete in alcuni casi, il disegno di legge atto a  prolungare i tempi permessi per esercitare l’attività venatoria è stato oggi approvato da PdL e Lega . Incredibilmente si potrebbe aggiungere, dato che un sottosegretario alla Salute (Martini) e addirittura  ben due Ministri ( Brambilla e Prestigiacomo) sono conosciuti come convinti animalisti.

Francesca Martini: non c’è bisogno di presentarla se non come “quella che” ha fatto chiudere il famigerato canile di Cicerale, lager  scoperto dai volontari e portato agli occhi del grande pubblico da Striscia la Notizia. Michela Vittoria Brambilla, Ministro del Turismo:  nonostante le traversie legali col canile di Lecco, vicenda sulla quale sussistono molti dubbi, sia in un senso che nell’altro, è fondatrice della  Lega Italiana per la Difesa degli Animali e  Presidente provinciale della Lega per la Difesa del Cane. Due associazioni che comunque “fanno il loro lavoro”. Stefania Prestigiacomo, Ministro dell’Ambiente, sottolineando dell’Ambiente: Ha ferventemente lottato contro il prolungamento dei tempi di caccia, ma sembra abbia perso.

Resta da capire, come sia stato possibile che un Governo con due Ministri Animalisti, e uno di questi, ( ripetendolo un’altra volta) è quello dell’Ambiente, sia riuscito a votare a favore di una  legge simile. Se è vero che le leggi non le vota il Governo ma il Parlamento, è altrettanto vero che senza i voti della maggioranza, il provvedimento non avrebbe avuto nessuna possibilità di passare. In specifico, è stata la commissione Agricoltura della Camera ad approvare il disegno di legge, ma a rigor di logica, “fin li” quel disegno non ci sarebbe nemmeno dovuto arrivare.

Sicuramente, quanto scritto fino ad ora sembrerà un ragionamento “politico”, fatto cioè da qualcuno che non ha simpatia per il centro-destra, ma non è così; qui non si sta facendo assolutamente politica, attività che risulterebbe penoso mischiare con la questione animale, ma si sta cercando “l’illuminazione”. Come è possibile che la politica intrapresa dal Ministero dell’Ambiente sia così ferocemente avversata dagli stessi membri interni al Governo? E per quale motivo tutto ciò è successo?

In ogni caso, le Regioni dalla prossima stagione  venatoria potrebbero avere il potere di decidere discrezionalmente se prolungare o no la suddetta stagione e nel caso, di quanto. “potrebbero”, perchè ora il provvedimento dovrà essere discusso nell’aula di Montecitorio, dove l’opposizione sembra farà di tutto per impedirne l’attuazione. Nel caso l’art 43 della legge Comunitaria passasse anche alla Camera, le Regioni nella loro libertà dovranno comunque uniformarsi ad alcuni pareri imprescindibili prima di poter prolugare i giorni previsti per poter sparare ai poveri volatili.

“Fermo restando, le disposizioni relative agli ungulati, le Regioni possono posticipare i termini in relazione a specie determinate e allo scopo sono obbligate ad acquisire il preventivo parere di validazione delle analisi scientifiche a sostegno delle modifiche da apportare, espresso dall’Ispra, sentiti gli equivalenti istituti regionali ove istituiti e riconosciuti dalla commissione Europea, al quale dovranno uniformarsi”

Nello stesso testo si ritrova, fortunatamente, anche il divieto di caccia per gli animali che stanno tornando al loro nido e allo stesso modo nei luoghi dove il suddetto nido è stato fatto.

In sostanza,  Il Governo, oltre ad andare apparentemente contro se stesso, sembra voler andare contro anche alla maggior parte del popolo italiano. A parte il referendum sulla caccia, ormai datato, ma che aveva comunque indicato molto chiaramente come gli italiani la pensassero, il numero di chi pratica questa attività in Italia si assottiglia sempre di più e cresce, pur lentamente, la sensibilità della popolazione verso il mondo animale. La speranza è che la parte di Governo che ha votato a favore di tale legge in commissione, se ne accorga.

A.S.