Grillo contro tutti: vietare la tv ai politici

Dopo la partecipazione alle ultime elezioni regionali, attraverso il “non partito” dei grillini, il “Movimento 5 Stelle”, era lecito aspettarsi da parte di Beppe Grillo una trasformazione che lo mostrasse capace agli occhi dei più di ispirare l’operato di una forza politica che, per quanto marginale, ha ormai il dovere di confrontarsi con il mondo della politica adulta, abbandonando così quella sterile e qualunquista polemica spesso priva di contenuti.
Era facilmente prevedibile, d’altronde, che alla prova dei fatti il Movimento 5 Stelle scontasse la sua non esperienza e non solo la mancanza di un programma organico al governo di una regione ma anche e soprattutto il deficit strutturale che ha portato negli ultimi giorni a forti tensioni in Emilia Romagna, per una poltrona di consigliere assegnata in contrasto col parere espresso dagli elettori attraverso le preferenze, e nel Lazio, a Grottaferrata, dove la principale esponente dei grillini locali ha deciso di sostenere al ballottaggio il candidato sostenuto dal Popolo delle Libertà.

Certamente, però, l’atteggiamento di Grillo non aiuta il M5S a superare questa iniziale fase di difficoltà che pure non cancella l’importante occasione rappresentata dall’avere una propria rappresentanza all’interno dei consigli regionali di Emilia Romagna e Piemonte. Il comico genovese, infatti, dopo aver litigato con De Magistris, ricevendo per questo una consistente dose di critiche sul suo blog, è tornato anche oggi, con il suo nuovo intervento, a prendersela con tutti e tutto, ricorrendo all’ormai stanca retorica dell’antipolitica.
La televisione deve essere vietata ai politici. – ha scritto sulle colonne del suo blog, www.beppegrillo.it – I nostri dipendenti (i politici, ndr), dovrebbero lavorare per noi, ma trascorrono il loro tempo in televisione a parlarsi addosso e a improvvisarsi leader con la complicità di giornalisti genuflessi. […] Bisogna rovesciare la piramide: chi è eletto deve svolgere un solo compito, applicare il programma e informare i cittadini”.
“Il MoVimento 5 Stelle – conclude Grillo – non ha ideologie, ma idee. Non è di destra o di sinistra. Non vuole leader o politici di professione, ma cittadini eletti da altri cittadini per la gestione della cosa pubblica“.
La sfida è lanciata. Sapremo tra cinque anni, al termine della legislatura, quali idee e cambiamenti nella “gestione della cosa pubblica” i rappresentanti del M5S avranno saputo proporre e realizzare.