Il tribunale di Ginevra accontenta Hannibal Gheddafi

Hannibal Gheddafi

Aveva scalciato, urlato e si era rifugiato piangente tra le amorevoli braccia di papà Muhammar, pretendendo quello che voleva. Ora Hannibal Gheddafi può ritenersi soddisfatto del risultato raggiunto, anche se per ottenerlo ci è voluta una crisi diplomatica tra Svizzera e Libia. Fatto sta che dopo mesi di querelle il Tribunale di prima istanza di Ginevra ha dato ragione a Gheddafi, condannando il quotidiano Tribune de Geneve, reo di aver pubblicato alcune foto segnaletiche del figlio del Colonnello e di sua moglie, violando il diritto alla privacy di questi ultimi.

Hannibal Gheddafi e consorte erano stati arrestati a Ginevra nel luglio 2008, con l’accusa di violenze e maltrattamenti ai danni del loro personale domestico. Proprio a seguito di quell’episodio la Tribune de Geneve aveva pubblicato le foto segnaletiche incriminate: è stato proprio questo l’inizio della crisi diplomatica tra la confederazione elvetica e la Libia. Crisi in seguito degenerata, dopo che la Svizzera aveva pubblicato una “lista nera” di circa 200 personalità libiche non gradite in territorio elvetico, tra cui lo stesso Colonnello.

La decisione del governo svizzero aveva portato all’inevitabile reazione di Gheddafi padre, il quale aveva ritirato i visti di espatrio a tutti cittadini europei residenti in Libia e arrestando – senza fornire alcuna spiegazione – diverse personalità svizzere di spicco. Tra queste, il solo Max Goeldi – direttore locale del gruppo ingegneristico ABB – è tuttora trattenuto in un carcere vicino Tripoli. Sebbene non sia stato apertamente dichiarato, è molto probabile che il Governo svizzero punti su questo verdetto per allentare la tensione e sperare nel rilascio definitivo di Goeldi. Il verdetto è stato infatti colto con cauto favore da parte dei palazzi di potere elvetici.

Le richieste di Gheddafi, tuttavia non sono state completamente soddisfatte. Sebbene la Tribune de Geneve sia stata condannata al pagamento delle spese processuali e obbligata a pubblicare la sentenza sulle pagine del proprio giornale, il giudice non ha però riconosciuto il risarcimento di 95 mila dollari richiesto da Hannibal Gheddafi. Alla luce di ciò un dubbio rimane: siamo davanti ad un “contentino” diplomatico per il figlio del Colonnello o ad una vera manifestazione di giustizia? Ai posteri l’ardua sentenza.

Roberto Del Bove