Matrimoni gay: la Consulta rigetta i ricorsi

La Corte Costituzionale ha rigettato i ricorsi presentati dal Tribunale di Venezia e dalla Corte di Appello di Trento riguardo i matrimoni gay. La richiesta oggetto dei ricorsi era l’illegitimità di una serie di articoli del codice civile che impediscono le nozze tra persone dello stesso sesso.

Si ipotizzava il contrasto tra gli articoli del codice civile sul matrimonio con diversi principi sanciti dalla Costituzione. In particolare, la Consulta doveva verificare la compromissione degli articoli sui diritti inviolabili dell’uomo, sull’uguaglianza dei cittadini, sulla famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, sull’ordinamento comunitario e gli obblighi internazionali.

Detto in altri termini, i ricorrenti affermavano la non esistenza nell’ordinamento di un espresso divieto al matrimonio tra persone dello stesso sesso.

La Corte, giudicando inammissibili e infondati i ricorsi, ha fatto intendere che non è sua competenza stabilire le modalità più opportune per regolamentare le relazioni tra persone dello stesso sesso.

Antonella Gullotti