Obama strappa una promessa anti-nucleare ai leader del mondo

Il summit sulla sicurezza nucleare, promosso dal presidente americano Barack Obama- che ha visto la partecipazione a Washington dei leader di 47 Paesi- si è concluso con la promessa comune di rendere sicuri i materiali radiottavivi entro quattro anni. Non solo belle parole, ma azioni concrete, quindi, quelle che il presidente americano è riuscito a strappare ai tanti paesi presenti al più importante summit nucleare dal 1945.

“I problemi del ventunesimo secolo- ha detto l’inquilino della Casa Bianca- non possono essere risolti da singole nazioni che agiscono in modo isolato, ma devono essere affrontati con uno sforzo comune”.  L’impegno del presidente americano é orientato a scongiurare “una catastrofe globale” che potrebbe sopraggiungere se i gruppi terroristici- Al Quaeda en primis– si impadronissero delle armi nucleari.

Obama ha annunciato che il prossimo summit si terrà entro il 2012 in Corea del Sud, a sottolineare come l’attenzione sia rivolta al programma nucleare della Corea del Nord, oltre, naturalmente, agli esperimenti con l’uranio dell‘Iran. E proprio riguardo all’Iran, Obama ha incontrado un inaspettato alleato nel presidente cinese Hu Jintao che, durante un incontro bilaterale con il primo cittadino americano, ha promesso di appoggiare gli Usa nella richiesta di nuove e ulteriori sanzioni per il governo di Theran.

Il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, presente al summit, ha sottolineato l’importanza di convocare il prossimo incontro dato che “un mondo senza armi nucleari è una speranza per tutti noi, per i nostri figli e le generazioni future”.

Annastella Palasciano