Terremoto Cina: le prime testimonianze della tragedia che ha già fatto più di 300 morti e 8000 feriti

Arrivano le prime testimonianze dirette della tragedia che ha colpito questa notte la Cina. Intorno all’una italiana un terremoto di magnitudo 7.1 ha devastato la regione del Qinghai mentre la nazione era in piena attività (in Cina erano quasi le 8 del mattino).

Le voci che giungono dalla nazione asiatica sono inquietanti. Si parla di macerie dappertutto, corpi straziati e soccorsi difficilissimi. Eccone una: “Le strade di Jiegu sono piene di persone nel panico, ferite, sanguinanti” riporta l’agenzia Xinhua citando Zhuohuaxia, giornalista locale della cittadina di circa 23mila abitanti, in maggioranza tibetani. “Molti studenti sono sepolti sotto le macerie di un istituto tecnico crollato”. L’orario in cui è avvenuto il sisma è stato il peggiore perché gran parte degli studenti si trovava già nelle scuole e molti lavoratori erano già operativi nei vari edifici chiusi.

Un poliziotto ha affermato: “Stiamo scavando nelle macerie con le mani perché non abbiamo i macchinari adeguati. Attendiamo aiuti e soccorsi da Pechino. Da soli non possiamo fare molto. Finora siamo riusciti ad estrarre dalle macerie 900 persone, 700 soldati sono ora impegnati nell’ opera di soccorso, ne attendiamo molti di più”. La zona colpita infatti non è una delle più ricche della Cina. Inoltre si tratta di una regione a densità popolare rilevante: nell’intera prefettura interessata dal sisma abitano infatti 283mila persone.

Secondo un contadino della zona Hu Jintao: “Tra le vittime ci sono moltissimi bambini delle scuole elementari. Le scuole non sono pronte per resistere a terremoti così forti”. L’epicentro si trova in una regione situata tra la Cina e il Tibet con il 90 per cento circa di tibetani.

Un funzionario locale all’agenzia Nuova Cina ha dichiarato che “Molti sono stati seppelliti dai crolli e molti feriti sono stati portati negli ospedali. Nella cittadina più vicina all’epicentro, Jiegu, sono crollate l’85% delle case. Non abbiamo scavatrici e neanche sufficienti attrezzature mediche».  Una tragedia devastante che vedrà salire esponenzialmente il numero dei morti, con un bilancio finale che si prospetta veramente sconcertante.

Alessandro Frau