Troppi cesarei per la Polverini

Come tutti sappiamo uno dei punti cardine sul quale ha sempre battuto sin dalla sua campagna elettorale la neoeletta presidente della Regione Lazio Renata Polverini è la sanità.

In un incontro con medici e operatori dell’ospedale Gallicano ha posto la sua attenzione sui parti cesarei. Troppi nel Lazio, secondo la Polverini, ed evidentemente non tutti necessari…Ed è proprio per capire se davvero sono tutti necessari, che la neogovernatrice ha chiesto la collaborazione del direttore generale del San Gallicano, professore Aldo Morrone. Il professor Morrone sarà, a titolo gratuito, uno dei «principali consulenti» del presidente che, annuncia, avrà come collaboratori «altre altissime professionalità che hanno già dato la loro disponibilità».

«Mi occuperò di sanità in qualità di commissario – ha dichiarato la Polverini – mettendoci la faccia come ho fatto in campagna elettorale, e mi avvarrò di persone capaci, con la consapevolezza che ci sono tante realtà straordinarie che aspettano solo che la politica si possa avvalere di loro».

E tra queste realtà di sicuro emerge in prima linea l’universo femminile con le sue problematiche: «Un tema che mi sta particolarmente a cuore è quello delle malattie delle donne. Immagineremo una modalità operativa che ci consenta di farci raggiungere dalle donne, che per i troppi impegni di lavoro e domestici, non riescono a fare una visita o un approfondimento medico. La nostra rivoluzione inizierà da qui, dalle piccole cose».

Altro punctum dolens che la Polverini ha posto tra i suoi obiettivi di risanamento sono le liste d’attesa che “ci sono perché non tutte le strutture sono collegate in un sistema di prenotazione e perché alcune lavorano mezza giornata.” Il presidente del Lazio vuole l’abbattimento di tali liste d’attesa prolungando l’orario di utilizzo dei macchinari “per arrivare a tenere aperti tutto il giorno servizi come analisi e diagnosi”.

Idee chiare sembra averle anche sul debito: «Voglio rientrare in tre anni e lo farò con modalità differenti da quelle del centrosinistra, ma senza chiedere risorse a Palazzo Chigi».

Caterina Cariello