Amici 9, Pierdavide Carone parla di “Amici” e di se stesso: “Io come Fabrizio De Andrè”

Ha conquistato il terzo posto all’ ultima edizione del talent show condotto da Maria De Flippi, “Amici9” ed ha sopratutto, messo d’ accordo tutta la commissione che, ben nutrita sedeva attenta ed assorta, in occasione della finalissima del programma, che ha visto uscire vittoriosa la cantante salentina Emma Marrone.

Il cantautore tarantino Pierdavide Carone è riuscito anche a portare a casa, il prestigio premio della critica, consegnato attraverso una decisione unanime dalle firme di giornalisti che di musica ne masticano da svariati anni, nonchè conduttori delle principali emittenti radiofoniche e i presidenti delle case discografiche disclocate nel nostro paese.

Per non tralasciare l’ ambito obiettivo di aver portato in trionfo, con una canzone da lui interamente scritta e musicata, il cantante sardo Valerio Scanu, interprete alla sessantesima edizione del Festival di Sanremo con “Per tutte le volte che”.

Come inizio di una carriera corroborante e che fa ben sperare, non c’è male ma Pierdavide Carone è consapevole che la strada del successo, se da un lato può essere inebriante e costellata di inattese conferme, può rivelarsi inerpicata ed è doveroso compiere scelte fondamentali e responsabili affinchè perduri il più a lungo possibile, sfruttando al massimo il proprio estro musicale.

Intervistato da Paolo Giordano de “Il Giornale”, l’ originale cantautore spiega come per lui sia di vitale importanza comporre musica definita di nicchia, non sempre commerciale e di immediata comprensione:

“Io ho cercato di affrontare argomenti importanti in modo comprensibile. Perché è facile arrivare agli ascoltatori intelligenti, più difficile interessare quelli più pigri. Quelli di Amici Magari sono pigri, come tanti giovanissimi. Ma non stupidi. Talvolta la pigrizia porta a vivere una vita un po’ frivola. Io desidero essere semplice e anche complesso”.

Per la sua bravura ed unicità dei pezzi sfornati, Pierdavide è stato più volte avvicinato a grandi cantautori che hanno scritto la storia della musica italiana, paragone che lo sente vicino e lo riempie di entusiasmo:

“I miei modelli sono Rino Gaetano e Fabrizio De André. De André era un poeta che cantava: i suoi testi si possono leggere senza cantarli e mantengono la stessa forza”.

Alcuni hanno ipotizzato un percorso travagliato all’ interno del talent, come se fosse stato messo in discussione e pressato dagli autori del programma, ma lui smentisce con decisione la voce:

“Nessuno mi ha mai condizionato e mi sono sentito liberissimo. Rimanendo lì per molti mesi, mi sono accorto che sono i cantanti a fare Amici, non il contrario. Perciò abbiamo libertà assoluta”.

Gionata Cerchiara