Inizia la XII Settimana della Cultura: alla ricerca dei luoghi dell’arte

La Settimana della Cultura è un appuntamento che sta gradualmente entrando nell’agenda degli italiani, almeno di quelli più interessati al patrimonio artistico e culturale italiano.

Come si è detto in occasione di altri eventi culturali, la ricchezza del patrimonio del nostro Paese è quasi inversamente proporzionale alla conoscenza che se ne ha.

Siccome le considerazioni pessimistiche non aiutano ad aumentare l’afflusso dei visitatori, iniziative promozionali come la Settimana della Cultura costituiscono per i luoghi dell’arte e della storia un’importante opportunità per presentarsi a un pubblico più ampio di quello dei “soliti noti”.

La XII edizione di questa manifestazione, che quest’anno si terrà dal 16 al 25 aprile, è organizzata dal Ministero dei beni e delle attività culturali (MIBAC) che permetterà di visitare gratuitamente musei, monumenti, siti archeologici, biblioteche e archivi sotto la gestione statale.

Per dieci giorni circa 3.000 eventi in tutta Italia permetteranno al pubblico italiano e straniero di conoscere e apprezzare meglio il nostro patrimonio attraverso visite guidate, laboratori, mostre, convegni e concerti accessibili a tutti grazie ad aperture straordinarie e gratuite.

Il sito del MIBAC permette di conoscere i diversi appuntamenti, selezionando la regione che più interessa (http://www.beniculturali.it/settimanadellacultura). Dagli elenchi si nota che la Settimana della Cultura non tocca solo i capoluoghi di provincia, ma anche piccoli centri urbani, diffondendosi capillarmente nel territorio.

Come in passato, all’iniziativa hanno contribuito anche i gruppi di Archeoclub d’Italia e gli Istituti Italiani di Cultura all’estero, in quest’ultimo caso con eventi organizzati nella vicina Svizzera, in Turchia, fino a Russia e Stati Uniti.

La crisi economica ha avuto effetti negativi anche sul settore della cultura, questi dieci giorni a ingresso libero aiuteranno a riportare il pubblico che ha dovuto fare tagli anche in questo ambito. Per evitare che questa sia solo una “boccata di ossigeno” è però necessario guardare con più attenzione e lungimiranza a questo patrimonio, una ricchezza immateriale che può trasformarsi anche in opportunità di lavoro e di promozione per l’Italia.

L. Denaro