Greenpeace: il bus “No Ogm” arriva in Spagna

Si è concluso in Spagna, davanti al Ministero dell’Ambiente, il tour del bus “No Ogm” di Greenpeace. Duplice è il motivo che ha portato gli attivisti dell’organizzazione non governativa a scegliere proprio il paese iberico come destinazione finale dell’iniziativa: innanzitutto perchè la Spagna ha la presidenza dell’Unione Europea ma soprattutto perchè è lo stato dove si concentra la quasi totalità della coltivazione di mais Ogm nel vecchio continente con circa 76.000 ettari nel 2009.

“A Zapatero e Barroso ricordiamo che la protezione della salute dei cittadini europei e la salvaguardia di agricoltura e ambiente hanno la priorità sui profitti delle aziende biotech” è il messaggio lanciato da Greenpeace in un comunicato stampa diffuso sul loro sito online. L’Ong, nel corso dell’iniziativa spagnola, ha portato davanti la sede del Ministero diversi sacchi di mais della Monsanto Company, un’azienda multinazionale di biotecnologie agrarie, per chiedere una moratoria europea sugli Ogm.

“Le ragioni della nostra campagna contro gli organismi geneticamente modificati – continua Greenpeace –  sono molteplici e riassunte nel rapporto ‘Il vero costo degli OGM'”. Sul sito dell’organizzazione sono disponibili i primi tre capitoli del rapporto: “Il prezzo della libertà: quanto costa rimanere liberi dagli Ogm”, “L’ingegneria genetica non è una priorità per l’agricoltura” ed infine “La contaminazione da Ogm devasta il settore del lino canadese”.

Nel primo capitolo si illustrano le ripercussioni economiche che, purtroppo, chi vorrà rimanere libero dagli Ogm dovrà subire. Nel secondo viene rivelata la strada che l’agricoltura mondiale dovrà affrontare se vorrà superare le grosse sfide che ha davanti ed il momento di crisi. Infine nel terzo capitolo del rapporto viene riportato un esempio drammaticamente concreto e recente di come gli Ogm possono portare danni ambientali ed economici molto gravi.

Circa una settimana fa il bus di Greenpeace ha fatto tappa in Italia, dove ha riscontrato un enorme successo. In tantissimi hanno firmato la petizione per un’Europa Ogm-free ed inoltre è stata raccolta la testimonianza della Task Force contro gli OGM. Ma la battaglia di Greenpeace e di tantissime altre organizzazioni non finisce qui: la petizione per una moratoria degli Ogm a livello europeo, che ha raggiunto oltre 500.000 adesioni, prosegue. Intanto gli attivisti fanno sapere “nelle prossime settimane pubblicheremo sul nostro sito internet ulteriori esempi di fallimenti degli Ogm e alcune delle soluzioni alternative già esistenti”.

di Roberto D’Amico