Sclerosi multipla: a Toronto si definiscono nuove ricerche per il futuro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:20

Le ricerche di AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e della sua fondazione per la lotta alla sclerosi multipla si muovono nella giusta direzione. E’ quanto emerso dal 62° Congresso dell’American Academy Neurology, in corso a Toronto, durante il quale sono state definite le strategie per il futuro. La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica demielinizzante, che colpisce il sistema nervoso centrale e per la quale non esiste ancora una terapia specifica.

Presentati a Toronto nuovi risultati legati alla sclerosi multipla

Il Prof. Zamboni, direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara, affiancato dal Prof. Zivadinov dell’Università di Buffalo, ha presentato ai circa 5 mila ricercatori provenienti da tutto il mondo i risultati della sua ricerca pubblicata sul “Journal of Neurology, Neurosurgery, & Psychiatry”, secondo la quale esiste una correlazione tra la CCSVI – insufficienza venosa cerebrospinale cronica – e la sclerosi multipla. In tale ricerca sono stati coinvolti 300 volontari: 65 affetti da varie forme di sclerosi e 235 sani o con altri disturbi neurologici. Le analisi compiuti su tali soggetti hanno evidenziato una forte correlazione tra il manifestarsi della sclerosi multipla e l’insufficienza venosa che (ad oggi) si crede possa essere causa o “partner” della malattia.

Secondo la teoria, occlusioni o restringimenti delle principali vene che portano via il sangue da cervello e midollo spinale (giugulari interne e vena azygos) rallenterebbero il flusso del sangue cerebrale. Ciò aumenterebbe la pressione delle vene della regione e renderebbe più probabile l’accumulo di ferro attorno ai vasi sanguigni che darebbe il via alla la risposta autoimmune tipica della sclerosi multipla.

Durante il Congresso, la comunità scientifica ha riconosciuto l’importanza della scoperta, ma ha sottolineato l’importanza della necessità di eseguire sperimentazioni controllate e multicentriche per verificarne la validità, invitando i pazienti affetti da sclerosi multipla a non interrompere le terapie seguite sino ad oggi. Il professore commenta: “Non mi azzardo a dire di aver trovato una terapia risolutiva per la sclerosi multipla: i dati sono pochi, devono essere confermati e riprodotti da altri. Si è sempre detto che questa malattia è multifattoriale: quello che ho individuato può essere uno dei vari meccanismi alla base del problema”.

”L’AISM e la sua Fondazione ha già avviato sul piano italiano ed internazionale ulteriori studi per dare una risposta sull’efficacia e sicurezza dell’intervento terapeutico di allargamento dei vasi venosi, elementi essenziali per poter far decidere al servizio pubblico di inserire questo approccio tra i trattamenti offerti dal Servizio Sanitario Nazionale” ha dichiarato Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla.

Adriana Ruggeri