L’artigianato Made in Italy sbarca negli Stati Uniti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:36

I prodotti di diverse imprese italiane di artigianato saranno esposti nelle vetrine di alcuni ‘stores’ statunitensi, il tutto a margine di un’iniziativa legata al progetto Ice, Cna e Confartigianato per la promozione dell’artigianato italiano e degli articoli da regalo negli Usa. E’ quanto reso noto dal viceministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso.

A partire da lunedì 19 aprile, quindi, fino a metà luglio, cinquanta imprese italiane, risultato di una selezione di 191 richieste, esporranno le loro creazioni in ventidue negozi specializzati di quindici Stati americani: Alabama, Arizona, California, Columbia, Florida, Georgia, Indiana, Maryland, Michigan, Minnesota, New Jersey, New York, Ohio, Texas, Washington. L’Emilia Romagna, la Toscana, il Veneto e le Marche sono le regioni che presentano più aziende. Saranno, comunque, presenti anche Friuli, Lazio, Sicilia, Trentino Alto Adige e Umbria. Ad arricchire e decorare le vetrine d’oltreoceano saranno principalmente prodotti relativi a settori come la ceramica, il vetro, il tessile, la carta ed il cuoio.

Le esportazioni italiane – spiega Adolfo Urso – stanno rialzando la testa e segnali, piccoli ma incoraggianti,vengono anche dagli Stati Uniti dove, dopo un anno nerissimo come il 2009, siamo cresciuti a febbraio anche se appena dello 0,5%. Ciò che più importa è che appena la ripresa dei consumi americani partirà, noi saremo pronti a intercettarla. Infatti, insieme agli acquisti dei consumatori statunitensi ripartiranno anche gli ordini e l’export”.

“Gli Usa sono stati il primo Paese ad entrare in crisi e speriamo – si augura Urso – siano anche il primo ad uscirne. Sono il nostro primo mercato di sbocco extra Ue con una quota del 7,5%. Per questo – conclude – l’iniziativa congiunta di Ice, Cna e Confartigianato è importante e rientra nel Piano Straordinario Made in Italy per gli Usa del Ministero, con uno stanziamento complessivo di 10 milioni di euro”.

Mauro Sedda