Lady Asl indagata a Lugano, polemiche della difesa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:28

Lea Cosentino, ex direttore generale della Asl Bari, soprannominata “Lady Asl”, è indagata dalla procura di Lugano per autoriciclaggio.

Il reato di autoriciclaggio non esiste nella nostra legislazione ma dovrebbe essere presto introdotto nel rispetto delle convenzioni internazionali. Alla base della contestazione di autoriciclaggio c’è un’ipotesi di corruzione. Il prezzo della corruzione sarebbe di 50.000 euro, lo stesso importo del bonifico intercettato dai magistrati elvetici sul conto corrente di una banca di Lugano riconducibile, secondo l’accusa, all’ex manager.

La difesa di Lea Cosentino ha polemizzato contro la fuga di notizie. L’avv. Conte interviene dopo aver preso atto “delle notizie provenienti da ‘ambienti giudiziar sull’indagine dell’Autorità elvetica su conti esteri asseritamente riferibili alla propria assistita”. “Ancora una volta, malgrado il riserbo assoluto della difesa, con cadenza ‘scientificà – afferma l’avv.Conte – sono state fornite agli organi d’informazione notizie coperte dal segreto istruttorio”.

“Il rispetto che questo difensore ha per la toga che indossa e per la delicatezza e la segretezza delle indagini in corso, da qualsiasi autorità giudiziaria condotte, – scrive l’avvocato – impedisce di entrare nel merito dei contenuti dell’interrogatorio reso dall’avv. Cosentino innanzi all’autorità giudiziaria elvetica. Ciò che si può affermare è che l’avvocato ha fornito ampia documentazione e circostanze fattuali attestanti l’assoluta sua estraneità a qualsivoglia ipotesi corruttiva come potrà dimostrare anche con ulteriori memorie che i colleghi svizzeri a breve depositeranno all’attenzione dell’autorità giudiziaria elvetica”.

La difesa di Lea Cosentino “auspica che il Procuratore Capo della repubblica di Bari Cons. Laudati e tutti i pubblici ministeri che con grande senso di responsabilità e professionalità si occupano delle indagini sulla sanità pugliese possano porre un freno a questa scoraggiante quanto grave e costante fuga di notizie che qualcuno ‘ad artè riesce a gestire; ciò a garanzia della serietà stessa delle indagini e a tutela di un diritto di difesa ed alla dignità personale dell’indagata che vengono costantemente frustrati e compromessi da questo inammissibile strepitus fori”.


“L’opinione pubblica tutta infatti – conclude – si sta rendendo conto come da parte di alcuni organi d’informazione (fortunatamente non da parte di tutti) ci sia in atto una vera e propria azione di sciacallaggio e linciaggio morale nei confronti dell’avv. Cosentino che nulla ha a che vedere con il doveroso diritto all’informazione, in sfregio a quella presunzione d’innocenza costituzionalmente garantita che, specie nella fase delle indagini, dovrebbe essere stella polare di ogni sistema democratico”.

Stefano Bernardi

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!