Ligabue contro i “mostri”

E’ da ieri che su tutte le radio d’Italia si può sentire il neo-Liga.

Infatti è stato finalmente scelto il primo singolo “Un colpo all’anima” del nuovo album di Luciano Ligabue.

Festeggiando quindi i suoi ormai 20 anni di carriera musicale con il primo cd d’esordio e di successo – “Ligabue” – , arriva per il rocker una nuova raccolta di inediti in uscita il prossimo 11 maggio 2010, dopo ben 5 anni dal suo ultimo boom di “Nome e cognome”.

L’album intitolato “Arrivederci, mostro!” contiene la canzone già citata sopra “Un colpo all’anima”, presentata ieri dal cantautore via satellite in circa 100 sale cinematografiche, precedendo “Olimpico 2008”, ovvero la produzione digitale del suo omonimo concerto.

Novità e colpi di scena in questo nuovo disco.

Innanzitutto per la prima volta il cantante non è produttore di questo suo nuovo album; nel brano “Taca banda” esordisce poi il figlio 11enne del Liga (Lenny), debuttando alla batteria.

“Ognuno di noi ha i propri mostri, i propri fantasmi – queste le parole di Luciano Ligabue per spiegare la scelta del titolo del suo ultimo lavoro – ; si possono chiamarli ossessioni, paure, condizionamenti, senso di inadeguatezza, aspettative e chissà in quali altri modi ancora. Sappiamo, però, che sono vivi e sono il filtro attraverso cui chiunque matura la propria, personale visione del mondo”.

La dedica di quest’album arriva quindi alle paure e alle ossessioni di ciascuna persona, conoscendole è possibile tenerle sotto controllo anche se si ripresentano più volte nella vita di ognuno di noi.

E il nostro amato cantante continua così: “Credo di conoscere abbastanza bene i miei ‘mostri’, mi fanno compagnia da tanto tempo. Può darsi che sia anche per questa lunga frequentazione che ora, in questa fase della mia vita, mi sembrano meno ‘potenti’ e ‘ingombranti’. Alcuni di loro li ho affrontati in questo album ma era solamente per fargli sapere che li stavo salutando. Loro come tutti gli altri. So benissimo che sarebbe fin troppo bello – conclude il Liga – che fosse un saluto definitivo. Infatti non mi sono permesso di dire: ‘Addio, mostro!’ ma un più prudente e realistico ‘Arrivederci, mostro!’ ”.

Colpisce e cerca infine di rassicurare i suoi tantissimi fan: “Un titolo però che, solo a pronunciarlo o a leggerlo, mi porta a galla sensazioni come sollievo, voglia di giocare, leggerezza, energia e fiducia. Tutte sensazioni che mi piacerebbe che quest’album vi trasmettesse in pieno”.

Valentina Princic