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Sergio Cicala: mi hanno sempre trattato bene

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Quella della liberazione di Sergio Cicala e della sua giovane moglie era una notizia che si aspettava da tempo, contestualmente però vigeva il timore che la stessa non arrivasse mai. Dopo i proclami minacciosi dei terroristi maghrebini legati all’organizzazione di Al Quaeda la paura che i due rapiti non facessero più ritorno in patria sembrava essere quanto mai fondata.

Il momento peggiore  di tutta la vicenda fu quello del 6 Febbraio quando i rapitori diffusero un ultimatum destinato al Governo italiano. Ai tempi si seppe ben poco di cosa quest’ultimo fece per evitare la morte dei coniugi Cicala, ma in queste ore è arrivata, fortunatamente,  la miglior prova possibile del fatto che la diplomazia italiana  sia riuscita nella difficile impresa di mettere la coppia nella situazione di poter fare ritorno a casa.

A “stretto giro di posta” dalla loro liberazione il Ministro degli Esteri Franco Frattini, dopo la conferma ufficiale data al Tg1, ha espresso grande soddisfazione “sottolineando l’inteso lavoro diplomatico“, che si è potuto svolgere anche grazie alla “grande collaborazione delle autorità locali“. Frattini ha poi aggiunto che Sergio Cicala e Philomene Kabourè sono stati liberati in buone condizioni di salute e che non hanno, durante la loro prigionia, subìto gravi traumi fisici o psicologici. Si temeva soprattutto per lui, 65 anni con qualche problema di salute, seppur non molto grave.

La conferma del discreto stato fisico dell’uomo è  arrivata anche dallo  stesso Sergio Cicala: “Siamo sempre stati trattati bene, ma il clima era quello che era…provi a vivere con 46 gradi”, ha spiegato al Tg1. Sulla stessa lunghezza d’onda è Alexia, la figlia che sta attendendo il rientro a casa di suo padre ed ulterioni notizie che chiariscano quando questo avverrà:  “ho sentito mio padre ieri sera, lui e la moglie stanno bene. Sono felicissima”.

Dalla Farnesina però  non sono stati esplicitati i tempi del rientro, probabilmente ancora  in fase di definizione;  Cicala e la moglie sono stati  liberati nel Nord del Mali, non dovrebbero comunque tardare troppo nel fare ritorno in Patria,  dove i compaesani siciliani di Carini li stanno aspettando.

A.S.