Alzheimer: si può vivere meglio e ottenere dei sensibili miglioramenti con cani e bambole

E’ tristemente risaputo ma, al momento, chi si ammala di Alzheimer è destinato ad un peggioramento continuativo: nessuna cura al momento porta la malattia a regredire sensibilmente.

Nonostante ciò alcune terapie soft, non farmacologiche, si sono dimostrate efficaci per aiutare i pazienti, che nel nostro Paese sono ormai 600.000, in crescita al ritmo di 150.000 nuovi casi ogni anno.

Aggressività, agitazione, allucinazioni e insonnia, possono ridursi fino al 60 per cento grazie alla compagnia di una bambola o di cuccioli: migliora l’alimentazione dei pazienti, diminuisce lo stress, mentre l’ascolto della musica riduce l’ansia e la depressione dei malati. I buoni risultati possibili con le cure non farmacologiche dell’Alzheimer sono stati discussi dagli esperti riuniti per il decimo Congresso dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, a Gardone Riviera in provincia di Brescia.

Valeria Panzeri