Malasanità: al Sud un cittadino su due teme gli ospedali e gli errori dei medici

Entrare in ospedale e aver paura di subire un grave errore medico, a scapito della propria salute.  A livello nazionale questa “paura” riguarda il 30,3% degli italiani, ma a seconda della Regione in cui vivono i cittadini si sentono più o meno tranquilli e sicuri della competenza del personale medico.

Al Sud un italiano su due teme gli ospedali

La nuova indagine del Censis intitolata “Aspettative, opinioni e valutazioni dei cittadini sulla sanità” conferma quella spaccatura sanitaria presente in Italia e già monitorata dalle associazioni dei consumatori, e da alcune precedenti ricerche dello stesso Ministero della Salute. Il rapporto, presentato nei giorni scorsi a Roma, mostra una fiducia generale abbastanza alta per il sistema sanitario nazionale (quasi il 70% dei cittadini italiani ritiene “poco o per nulla probabile il verificarsi di un caso di malasanità in ospedale”), ma con un calo considerevole nella zona meridionale (solo il 51% dei cittadini), dove quasi un cittadino su due ritiene probabile che un paziente possa subire un grave errore medico durante il ricovero in una clinica ospedaliera.

Se i risultati del sondaggio al Nord viaggiano su percentuali di fiducia superiori al 90% (in particolare nelle regioni del Nord-ovest, dove tre italiani su quattro ritengono per nulla frequenti i casi di malasanità), il dato crolla per le regioni centromeridionali  e per le isole: tra i residenti del Sud solo il 51% si sente sicuro della qualità ospedaliera, circa un cittadino su due. Il restante 49% dunque afferma di vivere in una situazione di malasanità, e le preoccupazioni più frequenti in relazione alle strutture ospedaliere risultano essere “gli errori diagnostici o terapeutici, con conseguenze significative sulla salute dei pazienti”. Secondo lo studio, infatti, oltre il 39% dei cittadini del Sud ritiene questo tipo di sbagli abbastanza frequenti, e addirittura un 9% li considera all’ordine del giorno.

L’analisi sulla soddisfazione dei cittadini mette in luce una serie di criticità che, ancora una volta, sottolineano il divario esistente tra servizi erogati dalle strutture delle regioni del Nord e quelli erogati dai servizi sanitari meridionali, dove si riscontra un significativo disagio legato alle strutture, ai ricoveri e all’assistenza ospedaliera.

Adriana Ruggeri