Bianchini e gli stupri in garage: solo un complotto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:59

Roma, 19 aprile. Sarebbe un complotto quello ordito ai danni di Luca Bianchini, arrestato nei mesi scorsi perché ritenuto responsabile di numerosi stupri avvenuti in vari garage di alcuni palazzi della capitale, fra la zona della Bufalotta e Tor Carbone.

A suscitare sospetti ulteriori su Bianchini da parte dei pm che si occupano dell’inchiesta, una mappa su cui l’uomo avrebbe segnato i posti delle aggressioni, invitando la sua fidanzata a tenersene lontana per motivi di sicurezza. Proprio la fidanzata è stata sentita come testimone, ed ha specificato che all’epoca dei fatti i loro rapporti di carattere sentimentale erano da qualche tempo finiti. Ha ricordato anche, la ex fidanzata, che Bianchini usava giustificare le sue frequenti assenze serali con presunte riunioni che avrebbero avuto a che fare con attività del Partito democratico.

Durante la sua deposizione Bianchini ha poi ricordato dettagli che facevano parte della sua vita, come le sue ripetute sedute da un mago,  al quale si era rivolto per sapere del futuro lavorativo suo e di suo fratello. Il mago è stato tirato in causa dai pm, che hanno intenzione di interrogarlo in modo particolareggiato.

Una faccenda piuttosto intricata insomma, nella quale, secondo gli avvocati difensori, che si presentano assai ottimisti, potrebbero emergere a breve risvolti particolarmente  favorevoli per la posizione dell’imputato. In linea generale, dunque, la difesa sta seguendo la linea del complotto, quale filo logico di scagionamento  di Luca Bianchini.

S. K.

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