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Fateci volare: la protesta delle compagnie aeree

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La nube di cenere fuoriuscita dal vulcano islandese ha creato, soprattutto negli ultimi giorni, non pochi problemi in tutta Europa. Le maggiori difficoltà sono state riscontrate da chi, per una ragione o per l’altra, deve volare. I passeggeri, ma anche le compagnie aeree e i dipendenti di queste ultime. Il fatto che gli utenti dei mezzi di trasporto in grado di solcare i cieli siano rimasti a terra significa che, ovviamente, che gli stessi mezzi, non si sono alzati in volo. Il danno che sta derivando dalla chiusura dello spazio aereo da parte dei governi europei è però enorme. La IATA ( International Air Transport Association), a rappresentanza delle compagnie aeree ha chiesto oggi un “ripensamento” dei governi sui “processi decisionali” adottati. Secondo l’associazione questi ultimi sarebbero “colpevoli” di aver chiuso quasi totalmente gli spazi aerei di tutta Europa, basandosi esclusivamente su modelli teorici atti a prevedere la diffusione e la pericolosità della nube nera per gli aerei, tralasciando quindi completamente i fatti reali. Troppa prudenza quindi, che però la IATA ha tradotto come  mancanza di leadership, coordinamento, valutazione dei rischi e via dicendo da parte degli stessi. In effetti ieri (18/04/10 n.d.r.) erano già stati effettuati alcuni test, tra i quali quello condotto dall’ex-piltoa di Formula 1 Niki Lauda, test che avevano dato esito positivo. Le compagnie aeree chiedono quindi che vengano aperti dei “corridoi”, nei quali, a quanto dichiarato, non esisterebbe alcun rischio nel volare. La richiesta giunge soprattutto alla luce delle incredibili perdite economiche che quotidianamente colpiscono le compagnie. Si è arrivati a toccare punte dell 80% di voli rimasti a terra. Secondo Luigi Bisignani, D.G. della IATA, la chiusura a tappeto degli spazi aerei “sta costando alle compagnie aeree almeno 200 milioni di dollari al giorno in perdite, e l’economia europea sta soffrendo perdite di business per miliardi di dollari. Di fronte a queste conseguenze economiche, è incredibile che i ministri dei trasporti europei abbiano impiegato cinque giorni per organizzare una teleconferenza“. Le perdite  sarebbero addirittura superiori a quelle subìte nel periodo appena posteriore al tragico 11 Settembre 2001, quando un attentato terroristico suicida spazzo via le torri gemelle di New York. A.S.