Acne giovanile: nuova cura a base di olio di cocco, latte e oro

Nuovo trattamento naturale per sconfiggere l'acne giovanile

Una ricerca dell’Università della California (sezione San Diego Jacobs School of Engineering), diretta dal professor Liangfang Zhang e pubblicata su “ACS Nano”, propone un nuovo rimedio per la cura dell’acne giovanile, una delle peculiarità dell’età adolescenziale. Olio di cocco, latte e nanoparticelle d’oro sono i componenti benefici del nuovo trattamento, presentato nel corso del Research Expo, il meeting annuale dell’Università californiana: i ricercatori suggeriscono questa cura innovativa e naturale per eliminare l’antiestetico problema dei brufoli in eccesso sul viso dei ragazzi in età puberale, e per rendere la loro pelle liscia e priva di imperfezioni.

L’acne è infatti una malattia della pelle, caratterizzata da un processo infiammatorio del follicolo pilifero e della ghiandola sebacea annessa, che si mostra con pustole. Le parti più colpite sono viso, spalle, dorso e regione pettorale del torace, e non è una cosa eccezionale che possa protrarsi fino ai 30 anni d’età.

Secondo quanto indicato dagli scienziati, ogni componente del trattamento ha una sua funzione.  L’olio di cocco, che contiene acido laurico, ed il latte depurano la pelle dalle imperfezioni, favorendo una superficie liscia e gradevole. Le nanoparticelle d’oro agiscono invece come mezzo di consegna. I test di laboratorio hanno evidenziato come legare il principio attivo alle particelle impedisca alle microcapsule di acido laurico di fondersi fra loro, tenendole così separate una volta che la crema è stata applicata alla pelle. Tale combinazione ha come risultato finale una crema naturale efficace contro i brufoli (le nanoparticelle localizzano i batteri responsabili dei brufoli), ma priva degli spiacevoli effetti collaterali di altri prodotti attualmente sul mercato, quali arrossamenti e bruciore.

Spiega così il dottor Zhang: “L’acido laurico è un prodotto naturale le microcapsule sono già state approvate per uso clinico. Servono ulteriori test sulla pelle umana, ma questo trattamento potrebbe davvero salvare dall’acne milioni di adolescenti“.

Adriana Ruggeri