Casal di Principe: blitz nelle sedi di partito, accuse di scambio elettorale

Su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, nelle persone di Antonello Ardituro e Francesco Curcio, è scattata un’indagine sul Comune di Casal di Principe. Perquisito l’ufficio di un assessore, perquisite le case di alcuni politici. Principalmente, perquisite le sedi dell’Udeur di via Venticale e del Pdl, al Corso. Si parla anche dei reati previsti dal secondo e dal terzo comma dell’articolo 416 ter, ossia lo scambio elettorale politico-mafioso.

Eppure l’allarme era alto, il sospetto troppo forte. Quella Casal di Principe tristemente nota. Quella del Pd fantasma. Quella dove s’aspettava, e neanche troppo, stanchi, l’esito delle urne. E proprio durante lo spoglio arrivano gli avvisi di garanzia: un esponente del Popolo delle Libertà, suo fratello, tre mastelliani. Ovviamente, bocche cucite sull’esito dell’operazione. Ma è stata fatta trapelare la notizia di interessanti acquisizioni documentali, che ora sarebbero sotto analisi.

Lo spoglio delle schede è tuttavia avvenuto sotto l’occhio delle forze dell’ordine in tutte e sedici le sezioni delle città. Niente di nuovo. Mai, e da tanto, per Casale: quella  dall’assemblea consiliare sciolta due volte per presunte infiltrazioni camorristiche, e tre per dimissioni della maggioranza, in 18 anni. Quella che “non siamo il paese della camorra. Non vogliamo più portare questo marchio infamante”, come è stato inneggiato davanti alla sede del Pdl, in questo pomeriggio di passione. Quella Casale che ha votato all’occhio vigile delle divise, e lo ha fatto perché il consiglio comunale che stanno rinnovando era stato sciolto mesi prima per inadempienze nella gestione del ciclo dei rifiuti.

Vincenzo Marino