Gatto contro supercomputer: 100 a 0

I ricercatori dell’Università del Michigan si sono ritrovati di fronte ad una scoperta che deve averli lasciati abbastanza perplessi. Non così probabilmente sarebbe stato per chi nella sua vita ha l’occasione di vivere con un animale.

Nel caso specifico ci riferiamo ad un gatto. Il felino domestico, quello che non dà fastidio a nessuno, discreto, silenzioso e che qualcuno, neanche così pochi, si ostina ancora ad abbandonare, rimanendo ancorato a pratiche che già 100 anni fa erano considerate incivili.

Un gattino è stato messo a confronto con il “Dawn”: quest’ultimo è un computer incredibilmente potente, in grado di simulare la capacità intellettiva di un miliardo di neuroni e sta attualmente facendo da trampolino di lancio peril Sequoia, un sistema che molto probabilmente rivoluzionerà totalmente le capacità degli strumenti informatici attuali.

In una battaglia a colpi d’intelligenza però, il gatto ha letteralmente disintegrato il gioiello ipertecnologico. Per stessa ammissione dei ricercatori, l’incontro si è concluso 100 a 0, per il felino, che nemmeno si sarà reso conto di ciò che è riuscito a fare.

“Quello che stiamo facendo è costruire un computer come la natura costruisce i cervelli l’idea è di usare un paradigma completamente nuovo per assemblare i circuiti” ha spiegato Wei Lu, coordinatore dello studio.

Forse i computer di nuova generazione saranno addirittura in grado di miagolare. Ma come mai questa cocente sconfitta della tecnologia contemporanea? La spiegazione è semplice: in un computer normale nonostante la gran quantità di elementi e la conseuguente paritaria possibilità di svolgere migliaia di operazioni istantaneamente, ben pochi di questi elementi risultano interconnessi tra loro, mentre un cervello è in grado di svolgere più operazioni allo stesso tempo. Certo, questo è possibile anche per un normalissimo pc, ma la differenza sta nel fatto che il cervello  del gatto queste operazioni le collega, mentre il computer no.

Sostanzialmente il gatto vede una persona conosciuta e si comporta in modo amichevole appunto perchè i concetti di vedere-riconoscere-reagire vengono istantaneamente collegati dalle reti neurali naturali. Il Dawn, può magari vedere migliaia di persone istantaneamente, ma non è in grado di avere una reazione di nessun tipo, se nessuno gli dice che deve averla, e quale.

Quindi il gruppo di ricercatori è arrivato a concludere che un gatto abbia prestazioni ben 100 volte superiori a quelle attualmente possibili per il Dawn. La prima domanda che potrebbe farsi un amante degli animali è: “ma per arrivare a questa conclusione ci voleva per forza un gruppo di rinomati ricercatori universitari?”

A.S.