“On The Road” di Kerouac sul grande schermo

Jack Kerouac e Neal Cassady

Il manifesto per eccellenza della Bit Generation, quell’On The Road scritto d’un fiato da Jack Kerouac nel lontano 1957, verrà finalmente adattato per il grande schermo. Dopo celebri false partenze (Francis Ford Coppola ne opzionò i diritti negli anni settanta) sembra giunto il momento per la trasposizione cinematografica di questa straordinaria opera letteraria.

Il romanzo è la prova vivente, la testimonianza coinvolgente di quella generazione di giovani americani (Bit Generation) che, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, decise di rompere gli indugi abbandonando l’ancora tradizione per soddisfare una sete di libertà indomabile. Viaggiare senza meta per il puro piacere di fare nuove esperienze, di assaporare situazioni sconosciute, di lasciarsi cullare dall’imprevedibilità di un’esistenza non programmata. In poche parole vivere senza nessuna regola se non quella della scoperta in un territorio americano spesso incontaminato, scolpito da una natura dominatrice degli uomini. Fra questi giovani spiriti liberi vi erano Sal Paradise e Dean Moriarty, rispettivamente Jack Kerouac ed il suo guru, la sua guida spirituale Neal Cassady, protagonisti del romanzo partorito da Kerouac direttamente “Sulla Strada” dell’avventura.

Sarà il regista brasiliano Walter Salles a cimentarsi nella difficile prova di trasformare questo denso romanzo in arte audio-visiva. Quel Salles che ha prodotto con staordinari risultati il film “City Of God” per la regia di Fernando Meiressel e che ha ottenuto un discreto successo come regista de “I diari della Motocicletta” (2004), trasposizione cinematografica dei pensieri scritti nero su bianco dal giovane comandante Ernesto Che Guevara.

Salles, fresco vincitore del premio Robert Bresson alla mostra del cinema di Venezia, ha subito voluto chiarire il suo punto di vista in merito al film, le cui riprese inizieranno in estate. “Non sono interessato – ha dichiarato – a realizzare un film ambientato nel passato senza che ci siano dei riferimenti con il periodo storico nel quale viviamo. C’è una strana modernità in questo tema, e forse oggi Sulla Strada è molto più attuale che mai“. La sensazione, a priori, è che la pellicola di Salles sarà un grande capolavoro oppure un clamoroso fiasco. Non sono ammesse vie di mezzo. Il cineasta dovrà cogliere in pieno la profondità e l’attualità del romanzo di Keruac altrimenti fallirà la missione. Un augurio di buon lavoro.

Di Marcello Accanto