Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica La Russa ritorna sugli errori e vola verso il nuovo Pdl

La Russa ritorna sugli errori e vola verso il nuovo Pdl

E’ stato uno dei ministri più eloquenti della settimana, sempre disponibile a dire la sua sulla difficile relazione tra Berlusconi e Fini che sembra incamminarsi verso la rovinosa e prematura conclusione. Ignazio La Russa si è fatto conoscere, in tutti questi anni, per l’irruenza del suo pensiero e la prontezza del suo frasario, tanto da firmare alcuni quadretti indimenticabili di “intemperanza” verbale come quello in cui apostrofa severamente il direttore dell’Unità, Concita De Gregorio, o quello in cui tuona contro il matematico, Piergiorgio Odifreddi (ma la lista sarebbe lunghissima).

Il ministro della Difesa non si è tirato indietro anche adesso, nella settimana più faticosa per il Pdl, dimostrando di poter accettare – senza troppi sensi di colpa – il suo manifesto passaggio dalle schiere finiane a quelle berlusconiane. Un’operazione di “molle trasferimento”, avvenuto secondo ritmi ben cadenzati, scanditi da importanti riconoscimenti da parte del premier che lo ha nominato ministro della Difesa e coordinatore (insieme ai fedelissimi Bondi e Verdini) del Pdl.

Interpellato stamattina da Maurizio Belpietro, nel corso di una trasmissione televisiva in onda su Canale 5, il ministro La Russa ha ribadito la sua “incredulità” per la “mossa scissionista” paventata dal presidente della Camera, sganciando definitivamente gli ormeggi dalla nave (che va verso la tempesta) di An.

Nessuno – ha detto La Russa – può impedire che qualcuno lasci il partito, ma tutti possiamo sperare che ciò non avvenga. Io assicuro che non è stata un’invenzione di alcuni o una valutazione eccessiva immaginare che fosse pronta la costituzione di un gruppo autonomo da parte dei finiani. Nessuno – ha insistito il ministro – può impedire che nasca una corrente minoritaria fortemente contestatrice, che crei problemi alla vita del partito e del governo. Tutte le posizioni politiche non solo sono consentite, ma sono utili al Pdl, purché poi si capisca che il modo per dirimere le questioni è quello della democrazia: si dibatte negli organi che stiamo convocando sempre di più e alla fine chi soccombe accetta le decisioni della maggioranza”.

Ripercorre, il coordinatore del Pdl, la breve storia del partito e giunge a una dolorosa conclusione, tesa a smascherare una grossolana ingenuità. “Io penso – ha continuato La Russa – che l’errore che abbiamo fatto tutti noi ex di An è stato quello di non consigliare a Gianfranco Fini, o quantomeno non contrastare, la sua decisione di fare il presidente della Camera, anziché rimanere nel partito in cui sarebbe stato, con Berlusconi al governo, il numero uno o il numero due”.

“Questo – ha aggiunto il ministro – ha posto Fini in una condizione di dovere istituzionale che ha incentivato le diversità rispetto a Berlusconi, che gli ha impedito di intervenire nel partito, se non con osservazioni che finivano con essere momenti di rottura. C’é stata anche la nostra minore vicinanza – ha ammesso La Russa – perché avevamo tutti altre cose da fare, come ministri o nel partito. Ciò ha lasciato spazio ad una visibilità di altre posizioni, di altri amici che hanno finito per scavare un fossato tra Fini e il Pdl, tra Fini e Berlusconi”.

Il coordinatore del Pdl, insomma, seppure provato dal doloroso allontanamento dall’amico Fini, si incammina mestamente verso la sua nuova vita. Ad attenderlo il presidente del Consiglio, che ha già dimostrato di poterlo accogliere amorevolmente tra i suoi più stretti collaboratori. Quanto basta per ritornare con severità sugli errori del passato e ripromettersi di non compierli più!

Maria Saporito