La scomparsa di Dorothy Height, protagonista della lotta per i diritti degli afroamericani

Ieri, a 98 anni, è morta Dorothy Height. Collaboratrice di Martin Luther King, fino al 1997 aveva guidato il National Council of Negro Women, una delle più importanti organizzazioni per i diritti civili degli afroamericani, lotta che Height aveva iniziato nei lontani anni ’30.

Alcune vittorie hanno radici profonde, nelle passioni delle persone che fanno la Storia.

Un buon esempio è il successo alle ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti di Barack Obama. Nato alle Hawaii da un’americana originaria del Kansas e da padre keniano, durante la campagna elettorale Obama aveva ricevuto attacchi più o meno velati, tipici del repertorio razzista contro gli afroamericani.

Ciò nonostante, Obama ha vinto la sua scommessa e lo ha fatto grazie anche alla strada tracciata da persone come Dorothy Height, attivista di lungo corso nella lotta per i diritti civili dei neri d’America.

Dorothy Height

Per questo motivo l’attuale presidente ieri ha ricordato la Height come una delle protagoniste più impegnate di questo movimento.

Il suo impegno iniziò negli anni ’30, quando la sua condizione di ragazza e di persona di colore la coinvolse direttamente nelle questioni legate ai diritti civili.

Nel 1929, infatti, non poté seguire i corsi al Barnard College, nonostante avesse passato l’ammissione.

Nel dopoguerra la sua azione continuò fino al “salto di qualità” a livello nazionale come collaboratrice del reverendo Martin Luther King. A testimoniare simbolicamente questa vicinanza c’è la foto che la ritrae accanto a King quando tenne il discorso che iniziava con il celebre “‘I have a dream”.

Questo discorso coronò la marcia su Washington, nel 1963, evento di straordinaria importanza nella storia del Paese.

Anche dopo l’assassinio di King nel 1968, Dorothy Height continuò il suo impegno alla guida del National Council of Negro Women, cui dedicò 40 anni della sua vita, fino al cambio di testimone nel 1997.

Un efficace ritratto è stato offerto da DeLores Tucker che ha detto “Se Rosa Parks è stata la madre del movimento per i diritti civili, Dorothy Height ne è la regina”.

Una sovrana pragmatica e tenace, che ripeteva spesso “Se i tempi non sono maturi, allora bisogna farli maturare”. Il saluto ufficiale del primo presidente di colore della storia degli Stati Uniti è una positiva conferma del motto e dello stile di Dorothy Height.

L. Denaro

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