Home Esteri: Ultime notizie dal Mondo Rischio di rivolta civile in Kirghizistan

Rischio di rivolta civile in Kirghizistan

Roza Otumbayeva, presidente ad interim e traghettatore per la situazione provvisoria in Kirghizistan, aveva dichiarato qualche giorno fa che la situazione militare e politica del Paese era sotto controllo.

Sembra che però la situazione lasciata dall’ex presidente Kurmanbek Bakyiev, deposto ufficiosamente dopo aver partecipato all’uccisione di 85 persone e successivamente fuggito in Kazakistan, sia rimasta com’era all’inizio; sulla linea preoccupante della guerra civile.

È di oggi la testimonianza di Alexander Konstantin, un residente della città di Bishkek, la capitale, dove pare che la situazione stia scappando di mano.

Uno scenario irreale e terribile ha visto centinaia di persone riversarsi nelle strade e nei negozi della capitale per rubare qualsiasi cosa capitasse a tiro. Queste stesse persone hanno inoltre cominciato a distruggere case e gli stessi negozi, in alcuni casi anche uccidendo qualche resistente.

Le case colpite sono per lo più insediamenti turchi, fatti apposta per la convivenza nella capitale kirghisa.

Le forze dell’ordine sono subito intervenute sedando la rivolta e colpendo gravemente qualcuno dei rivoltosi, ma pare che gli stessi si siano già riorganizzati per compiere ulteriori razzie nella capitale.

Oltre a questo numerosi territori russi e turchi sono stati occupati da rivoltosi kirghisi che si concentrano sempre di più sulla guerra, portando ad inevitabili scontri non solo interni ma anche tra le varie etnie.

A fomentare questa sorta di instabilità continua, il continuo ricambio nel Governo ad interim, che ha visto nel giro di due giorni il cambio di già due ministri degli Interni, figura basilare per l’approccio di stabilità da approntare al Paese.

Dapprima Bolotbek Sherniazov si era insediato come ministro, poi, su richiesta della Polizia, è stato detronizzato e sostituito in poco tempo da Baky Alymbekov, presto caduto anche lui per il ritorno di Sherniazov.

La spina nel fianco del Kirghizistan però non è questa instabilità dovuta al continuo malcontento popolare portato a rivoltarsi, ma l’incognita Bakyiev che dalla lontana Bielorussia rivendica la sua posizione ancora attuale di presidente non escluso ufficialmente.

Bakiyev infatti era fuggito una settimana fa attraverso un salvacondotto fatto da Otumbayeva, poi negato, per arrivare nel Kazakistan. Ora sembra che partendo dal paese kazako si sia diretto in Bielorussia dove l’ala protettiva del presidente bielorusso Alexander Lukashenko gli garantisce immunità.

Nel sud del Kirghizistan, alla notizia della partenza del leader fuggito dal Kazakistan, avevano osannato un ritorno di gloria del loro sostenuto, ma la deviazione in Bielorussia li ha delusi.

Nonostante ciò, è proprio la situazione, sopratutto nelle regioni di Osh e Jalalabad nel sud, che si teme per assembramenti sempre più costanti a favore del presidente deposto. Anche oggi centinaia di persone sono scese in piazza per reclamare il ritorno del loro beniamino.

La situazione non è di certo aiutata dalla condizione morfologica del Paese, spaccato in due dal monte Tianshan, vero baluardo che potrebbe contribuire allo spaccamento del Paese vedente da una parte la crisi nera di Otumbayeva e Bishkek e dall’altra il ritorno di Bakiyev come leader di un altro Paese.

Sono certo scenari improbabili ora come ora, ma molto spiacevoli e relativamente possibili.

di Andrea Bandolin