Veneto: Zaia lancia il federalismo dei contratti e delle banche

“Il lavoro dovrà produrre un reddito adeguato al costo della vita del Veneto: ciò significa attuare il federalismo contrattuale, dando vita al Contratto Regionale d’Attività, che dovrà tener conto della specificità del nostro territorio”. Lo ha detto ieri, durante la prima seduta del Consiglio regionale, il neo governatore Luca Zaia, intenzionato a costruire in Veneto il prototipo del modello federalista che il Carroccio vorrebbero presto applicare all’intero Paese.

Quella dei contratti non è l’unica proposta che l’ex ministro dell’Agricoltura ha esposto alla nuova giunta; insieme ad essa, infatti, Zaia ha comunicato la volontà di centrare entro i primi 100 giorni di governo obiettivi ambiziosi e urgenti come quello relativo alla riduzione dei tempi della giustizia (da raggiungere con gli uffici giudiziari del territorio) o quello della risoluzione delle numerose controversie esistenti tra la Pubblica Amministrazione e le imprese locali.

Ma non è tutto perché nelle intenzioni del vulcanico governatore ci sarebbe anche l’idea di portare il voto di fiducia in Consiglio regionale per scongiurare il rischio di “manovre ostruzionistiche che possano impedire l’esercizio democratico del voto su provvedimenti considerati irrinunciabili da chi, la maggioranza e la Giunta, ha avuto dalla gente il mandato per governare e quindi scegliere”. Un procedimento che ricorda da vicino quello seguito anche dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che sulla “proclamazione popolare” ha edificato tutto il suo convincimento politico.

Tra le priorità esposte dal nuovo presidente del Veneto alla giunta, anche la necessità di insediare un gruppo di lavoro permanente sul tema del federalismo che, al di là di ogni altro apprezabile progetto, rimane di gran lunga il “cavallo di battaglia” su cui Zaia spera di incardinare il suo successo amministrativo.

Ma c’è anche un altro tema particolarmente caro al neo governatore ed è quello del credito veneto, considerato il punto di partenza imprescindibile per incoraggiare una più svelta ripresa del sistema imprenditoriale locale. “Sono convinto – ha aggiunto ieri Zaia – che più le banche sono radicate nel territorio più possono dare servizi ai cittadini. Penso a banche che raccolgono tanto e impiegano anche tanto; gli impieghi sono un elemento di lettura importante e dovremo capire quanti impieghi ci sono rispetto alla raccolta in ogni istituto bancario perché – ha spiegato il governatore del Veneto –  è questo un grande indicatore della disponibilità della banca rispetto al territorio”.

Nel corso del Consiglio regionale di ieri, Zaia ha anche ricordato il suo recente incontro (venerdì scorso a Treviso) con l’Amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo. “Mi ha assicurato – ha riferito il presidente della Regione – che farà la propria parte per far partire un progetto bancario veneto per le imprese del territorio”. Tra le idee discusse insieme al numero uno di Unicredit, ci sarebbe anche la creazione di “un grande fondo per l’accesso al credito” che potrebbe sfruttare le disponibilità di Veneto Sviluppo, circa 120 milioni di liquidi, e che grazie a un moltiplicatore pari a otto, potrebbe generare un volume di credito di circa un miliardo di euro.

Maria Saporito

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