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Fazio: polvere vulcanica no rischio salute

Secondo il ministero della Salute italiano, le polveri del vulcano islandese Eyjafjallajkull non provocherebbero danni alla nostra salute.

In un comunicato del ministero si legge: “al momento non ci sono rischi per la salute pubblica e non è necessario il ricorso a dispositivi di protezione individuale”.

Ingiustificati dunque i ricorsi a mascherine ed allarmismi vari anche secondo l’oncologo Umberto Veronesi, del parere che la “diluizione nelle varie estensioni geografiche è talmente forte che rischi grossi” non ne intravede, pur ammettendo l’incertezza riguardo i componenti molecolari delle ceneri.

Poiché è ancora incerto l’impatto che le ceneri del vulcano potrebbero avere sulla nostra salute, è bene rimanere in allerta, ma è anche importante ricordare, che i nostri polmoni hanno più difficoltà ad interagire con le polveri sottili piuttosto che con quelle macroscopiche, tant’è vero che siamo più colpiti da un inquinamento di tipo industriale o automobilistico.

Nel caso in cui ci fosse una precipitazione di ceneri, queste sarebbero visibili ad occhio nudo, quindi contrastabili con una mascherina.

Nella nota il ministero garantisce la non sottovalutazione del problema, mettendosi in linea con le affermazioni dell’OMS (organizzazione mondiale della Sanità), la quale aveva comunque messo in guardia a causa dell’incertezza di questa eruzione.

E’ chiaro che i più esposti siano gli affetti da asma, allergie e problemi respiratori, per questo si raccomanda, qualora la nube dovesse passare sopra i paesi europei e le ceneri depositarsi, una maggiore attenzione dedicata soprattutto a questi soggetti più sensibili e a rischio, l’Oms consiglia in questo caso di rimanere in casa il più possibile.

Nel frattempo il Ministero della Salute italiano, con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, hanno messo in allerta le Regioni, l’Istituto Superiore per la Sicurezza Ambientale (ISPRA) e le agenzie per l’ambiente regionali, affinché non si sottovaluti il problema vulcanico.

Giulia Di Trinca